Libertà d’informazione, blog e conflitto d’interessi

Pubblicato: marzo 29, 2008 in Politica
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Flussi di informazioni

Pubblico di seguito un’interessante intervista al caporedattore de L’Espresso, Alessandro Gilioli, riguardante lo stato dell’informazione e della libertà di stampa nell’Italia di oggi (il contributo è tratto dal blog di Paolo Ribichini, Polysblog, e pubblicato anche sul giornale Meltin’pot – marzo 2008).

Tra 2004 e il 2006 Freedom House ha messo in discussione la libertà di stampa in Italia. La stampa è stata definita solo “parzialmente libera”. Qual è la situazione attuale? È cambiato qualcosa?
Credo che per un cittadino attivo e curioso in Italia ci sia la possibilità di avere un’informazione plurale e quindi “libera”, mescolando più giornali, più radio e navigando parecchio in Internet. Diverso il discorso quando un cittadino si affida solo a un quotidiano o – peggio – alla sola informazione televisiva. In questo caso avrà un’informazione molto parziale e sottoposta a tanti interessi politici e/o economici. Quindi la libertà di stampa in Italia non è negata, ma è fragile, ed ogni giorno il cittadino deve un po’ conquistarsela.
 

C’è solo il problema del conflitto di interessi di Silvio Berlusconi o il problema è ben più ampio?
Il conflitto di interessi di Berlusconi è macroscopico. Basti vedere com’è stato censurato il programma Le Iene quando Mastella è passato di fatto nel centrodestra. Ma ogni gruppo editoriale (specie quelli grandi) ha i suoi conflitti di interesse. Quindi si ha un’informazione plurale, come dicevo, solo navigando con pazienza e fatica tra tante diverse forme di comunicazione.
 

Mastella ha querelato Antonello Caporale di Repubblica perché avrebbe riportato in maniera non corretta una frase pronunciata dall’ex-Guardasigilli. Cose che succedono o il segno di una politica che cerca sempre di legare le mani all’informazione?
Le querele – ma soprattutto le cause civili – sono da sempre usate per impaurire i giornalisti. Non è una novità. Quante volte sento raccontare da ottimi colleghi cose sui politici che «non si possono pubblicare perché sennò ci portano via anche i quadri alle pareti». Ma per legare le mani dell’informazione ultimamente si stanno affinando strumenti di legge peggiori, come le multe miliardarie minacciate a chi pubblica intercettazioni. Senza le intercettazioni non sarebbero emersi alcuni degli scandali peggiori degli ultimi anni, a partire da quello dei cosiddetti “furbetti del quartierino”, fino a Calciopoli e molti altri.

Fino a pochi anni fa, la notizia veniva divulgata attraverso la carta stampata e lo strumento radio-televisivo. Negli ultimi anni il web si è prepotentemente imposto come terzo canale della comunicazione. Cosa lo caratterizza e quali sono i suoi vantaggi e quali gli svantaggi?
Più fonti di informazione ci sono, più è garantita la pluralità della comunicazione. Internet consente la moltiplicazione delle fonti e dei punti di vista e permette ad ogni cittadino di diventare editore di se stesso, quindi è evidente che si tratta di un grande passo in avanti verso una società più aperta e plurale.
 

Qual è l’apporto dei blog alla diffusione delle notizie e delle opinioni? C’è veramente libertà sulla rete?
I blog non solo ampliano l’informazione, ma costringono anche i media tradizionali ad un’attenzione e ad un autocontrollo maggiori. Dopodichè il web è pieno anche di trash blog e di trash sites, ma sono moderatamente ottimista sul funzionamento dei meccanismi di affidabilità e di autorevolezza del popolo della rete. Il successo di Wikipedia testimonia che la libertà di scrivere in rete non va necessariamente a discapito dell’affidabilità delle informazioni introdotte.
 

Grillo fa informazione?
Certo, anche se riprende una parte delle sue “rivelazioni” proprio dai media mainstream, che tanto detesta, e dalle loro inchieste. L’importante è leggere il blog di Grillo insieme a tante altre forme di comunicazione, perché nessuna testata e nessun blog offrono da soli una comunicazione plurale e completa.

Fonte: Polysblog

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