La Pasqua dimenticata tra i rifiuti

Pubblicato: marzo 23, 2008 in Politica
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Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino

E’ Pasqua e quindi non conviene parlare troppo di ‘monnezza’ e della Pasqua che stanno trascorrendo i campani. Tutti i campani, anche quelli dove la spazzatura non c’è o ce n’è poca, perché alla fine è tutta la Regione ad essere malata. I tiggì e i giornali hanno messo da parte i mucchi di rifiuti, di buste colorate, di frammenti di vita vissuta e usurata, per parlare di uova di cioccolata, della conversione di qualche editorialista di grido, del Tibet e delle elezioni.

Eppure oggi è Pasqua anche in Campania e, come in mezza Italia, a Napoli, Salerno, Caserta, Benevento e Avellino, piove. Durante la celebrazione in Vaticano, Ratzingher ha salutato la pioggia come una benedizione per la terra. Verissimo, ma in alcune zone invece è una maledizione. In Campania l’acqua piovana fa scolare nelle profondità della terra il percolato dei rifiuti accatastati a tonnellate, avvelena i pascoli, le colture e le persone.

La decennale ‘emergenza rifiuti’ campana sta diventando così un qualcosa di ingestibile e lo stesso commissario De Gennaro sembra avere le mani legate da quando il piano per smaltire ‘il grosso’ della monnezza si è rivelato un bluff. Carte imprecise, dati non attendibili, tutto da rifare. Era il 21 gennaio 2008.
A De Gennaro sono stati (massmediaticamente) conferiti ‘pieni poteri’ ma nei fatti può fare ben poco. Esistono infatti almeno altre tre figure analoghe alla sua che spesso interferiscono o lavorano in modo autonomo l’una dall’altra: tutti Commissari.

– il Commissario liquidatore: dovrebbe chiudere le precedenti strutture di raccolta dei rifiuti (i CdR, producono le famose ‘ecoballe’) e trovare qualcuno che si occupi dell’inceneritore (ex-termovalorizzatore) di Acerra.

– il Commissario per le bonifiche: dovrebbe recuperare i terreni adibiti a discarica nei passati 14 anni di emergenza, “trasformando le bombe chimiche in pascoli” (G.di Feo e C.Pappaianni, L’Espresso, 20 marzo 2008).

– il Commissario per l’emergenza brucellosi: con 40 milioni di euro dovrebbe abbattere 30mila capi infetti.

Ma cosa prevedeva l’ex-piano De Gennaro? Come primo atto c’era la riapertura delle discariche ‘bonificate’ di Villaricca, Difesa Grande, Montesarchio e Parapoti. In secondo luogo era prevista la realizzazione di 11 nuovi siti ‘provvisori’ nei territori di Serre, Savignano, Terzigno, Sant’Arcangelo. Se tutto fosse andato come avrebbe dovuto, sarebbero state tolte dalle strade 10mila tonnellate di mondezza al giorno. Se. La realtà si è rivelata ben diversa: le discariche non erano a norma oppure strabordavano di rifiuti. In una di queste è stata addirittura rinvenuta un’autocisterna ricolma di sostanze tossiche, completamente interrata. Si aggiunga anche il ‘no’ della Germania a ricevere dalla Regione Campania ulteriori treni ricolmi di spazzatura (in questo modo si smaltivano circa 700mila tonnellate di rifiuti al giorno). Adesso si spera nel rinnovo dei contratti con gli inceneritori tedeschi.

Tra buoni propositi e nuovi progetti, insomma, la situazione non migliora. Le discariche ancora funzionanti sono solo tre – Serre, Ferrandelle e Marigliano -, mentre si attende l’apertura dei siti di Savignano e Sant’Arcangelo che non saranno pronti prima di un mese. Dalla Regione, infine, fanno sapere di avere 100milioni di euro pronti per costruire 30 impianti per il trattamento dell’organico. Bei progetti e tanta buona volontà, si spera solo non sia anche questa una ‘cordata elettorale’ in stile Alitalia, per salvare il salvabile in termini di voti.

Buona Pasqua Italia.

EF

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