Il carrozzone dei 130

Pubblicato: marzo 21, 2008 in Politica
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“Io speriamo che me la cavo”, si potrebbe dire. E se la sono effettivamente cavata. Chi? Tutti quegli Istituti, Unioni e Opere che gravano quotidianamente sulle casse dello Stato e sui contribuenti.  Ogni ‘Istituto’ ha un presidente, un vicepresidente, magari anche un cda, insomma, molte persone ‘a libro paga’ degli italiani. Durante il governo Prodi i ministri Tommaso Padoa Schioppa e Giulio Santagata avevano contato 130 carrozzoni inutili ed avevano deciso di farli chiudere. Come è andata? L’opposizione di ministri e parlamentari ne ha fatti sparire solo 11, tutti gli altri restano.

Sono stati cancellati il Pio Istituto elemosiniere, l’Istituto di Beneficenza Vittorio Emanuele III, l’Opera Nazionale per i figli degli aviatori, l’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, l’Unione accademica nazionale, l’Unione italiana tiro a segno, la Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, due enti irrigui, l’Ente opere laiche palatine-pugliesi e il Comitato per la partecipazione italiana alla ricostruzione dei Balcani, quest’ultimo forse l’unico davvero utile.

Tra gli enti ‘indistruttibili’ invece (naturalmente non li elenco tutti): il Fondo bombole di metano, l’Opera Pia per la cura balneare marina di Milano, l’Ente italiano per la montagna, la Cassa conguaglio zucchero, la Fondazione Marconi, l’Istituto nazionale studio ed esperienza navale, l’Associazione Nazionale controllo combustione, l’Ufficio accertamenti sconti farmaceutici, l’Ente Colombo ’92 insieme a una cinquantina di Casse mutue e di Soccorso…insomma, un lungo, lunghissimo elenco di soggetti che, stando alle stime di Report, costano allo Stato italiano tra i 9 e gli 11 miliardi di euro l’anno. E pensare che allo scioglimento di questi enti lavora un altro Ente, forse l’unico utile, composto da 300 dipendenti, l’Ispettorato Generale per gli Affari e per la Gestione del Patrimonio degli Enti Disciolti (IGED).

Uno dei problemi fondamentali che impedisce la liquidazione di questi enti sono le cause giudiziarie. Finchè anche un solo cittadino porta in tribunale l’ente, questo non può essere liquidato e continua a pesare sulle casse dello Stato. E visto che in molti casi gli Enti dovrebbero essere – almeno sulla carta – ‘morti’, a fargli causa non si rischia molto. Ci sono poi anche i problemi di vendita degli immobili di proprietà dei carrozzoni. L’ “Ente Nazionale Biblioteche Popolari Scolastiche”, ad esempio, eliminato nel ’77, non è stato liquidato perché non si riusciva a venderne la sede, in Via Montanelli 11, a Roma (clicca qui). In dieci anni lo Stato è riuscito a chiudere solo 300 carrozzoni.

E come diceva Totò “e io pago”.

EF

Per ulteriori approfondimenti: clicca qui.

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