Iraq: cinque anni dopo

Pubblicato: marzo 19, 2008 in Politica
Tag:, , , , ,

La bandiera americana sulla statua di Saddam Hussein

Sono ormai passati cinque anni da quel 19 marzo 2003, quando alle 21.30 ora di Chicago, scattò l’operazione Iraqi Freedoom, un successo che durò poche decine di giorni. Decimato l’esercito da Terzo Mondo di Saddam Hussein e fatta terra bruciata dietro i cingoli dei carriarmati americani, la vera guerra iniziava un mese dopo, il 9 aprile 2003, quando il primo marine entrava a Baghdad.

Il 1° maggio Bush annunciò trionfalmente la vittoria: mai errore fu più madornale.

Carla Reschia, in un articolo apparso oggi su La Stampa Web, fornisce i numeri del bilancio di guerra americano: l’invasione dell’Iraq è costata ben oltre i 500 miliardi di dollari, una cifra enorme. Basti pensare che un terzo della somma basterebbe a sfamare quanti nel mondo vivono sotto la soglia di povertà. Il premio Nobel Jospeh Stiglitz azzarda addirittura l’ipotesi che i miliardi spesi siano 3mila. Altro che recessione!

Il giornalista Bernardo Valli scriveva ieri su Repubblica  che “la guerra americana era già persa in partenza”. Attraverso un’analisi molto fine, Valli ha sottolineato come gli americani, cancellato l’esercito iracheno, si siano dimenticati di porre le basi per la pace: non si affrettarono a ricorstruire lo Stato, ne dispersero i funzionari, non assicurarono la sicurezza in città. Apparvero come distruttori tout court, un concetto ben diverso da quello di ‘liberatori’ o ‘costruttori di pace’. Dopo l’ingresso trionfale a Baghdad, bisognava vincere la guerra insieme alla popolazione. Da quel lontano 9 aprile 2003, invece, i civili iracheni morti sono stati decine di migliaia e i militari americani uccisi oltre 4mila. La situazione non è migliorata neanche dal punto di vista istituzionale: il Paese è spaccato, il governo un fantoccio, l’esercito incapace di assicurare una presenza concreta sul territorio (basti guardare l’invasione turca nel kurdistan iracheno).

Concludendo con Bernardo Valli, se gli Stati Uniti dovessero ritirarsi l’anno prossimo “Babilonia potrebbe crollare, frantumarsi alle spalle dei soldati che se ne vanno. Ma restando gli americani non sono ancora in grado di imporre la pace. Questa è la situazione dopo cinque anni”.

EF

commenti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...