La “precaria di Berlusconi”

Pubblicato: marzo 15, 2008 in Politica
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Insomma, il trucco per realizzarsi non è sposare un parente di Sivlio, sarebbe troppo difficile visto il rapporto tra domanda e offerta. Il trucco è incontrare il capo dell’opposizione e diventare il “Precario di Berlusconi”. Così viene ormai chiamata Perla Pavoncello, ragazza romana risucchiata nel turbine mediatico delle elezioni. Il suo iter ha dell’incredibile: in quanto ‘precaria’ finisce in tv, fa una domanda al Cavaliere su come risolvere i suoi problemi, riceve in risposta una battuta di dubbio gusto (salvo appellarsi all’intramontabile senso dell’ironia berlusconiano), scoppia il putiferio nei tiggì e sui giornali e di lì a poco la giovane si ritrova candidata al 47° posto nelle liste di Alemanno a Roma.

«Saremo ben felici di avere nelle nostre liste una giovane precaria» ha detto Alemanno, quasi che “la giovane precaria” sia un fenomeno da baraccone cui si fa la grazia di entrare a far parte delle ‘liste’.

Dopo l’iniziale euforia, adesso Perla si è ritirata. Ha compreso forse di essere stata strumentalizzata, scarnificata nella sua insicurezza di ‘precaria’, sfruttata quasi fosse l’esempio delle buone azioni del partito. Un gesto di clemenza e divertita ironia, quasi che dei giovani, in fondo, si potesse ancora ridere e sorridere….sono giovani, si arrangiassero…

EF

commenti
  1. ust scrive:

    Ci sarebbe da ridere molto se fosse una farsa: invece è un dramma. Ormai anche le parole non vogliono più uscire, non se ne trovano più. Mi chiedo spesso se, in fondo, tutti i periodi della storia dell’uomo non si siano un po’ assomigliati. Penso, tanto per fare un esempio recente, a chi ha vissuto la seconda guerra mondiale. Gli uomini di quel periodo a quali sofferenze sono stati assoggettati? I lutti, le rovine, i valori persi. Anche allora molti milioni di persone interessati dalla “bestiale manifestazione umana”. Peccato che stavolta ciò che sta accadendo nel mondo sia veramente globale: interessa praticamente tutto il genere umano. Il sistema economico occidentale inizia a presentare cenni di cedimento strutturale: hanno voluto la “globalizzazione”? L’avranno, eccome se l’avranno!

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