Mr.1,4%: la resa

Pubblicato: marzo 7, 2008 in Politica
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Mr.1,4% alla fine non si ricandiderà. Il barcone è affondato, lo spettacolo è andato deserto. “Tutta colpa dei magistrati – dice lui – c’è stato un linciaggio morale contro di me!”. E’ vero, magistratura e media si sono accaniti particolarmente contro l’ex ministro della Giustizia ma bisogna anche riconoscere che, dal giorno successivo alla vittoria elettorale, Mr.1,4%  ha vestito i panni del ‘castista’: aerei di Stato per figli e amici, arroganza nei confronti della sua stessa coalizione, rapporti poco chiari tra alcuni membri del partito e la mafia siciliana, fino alla provocata crisi di governo. A questo si aggiunga che Mr.1,4% si è visto assegnare addirittura il Ministero della Giustizia. Non lo Sport, le Politiche Sociali, o Chissàcosa: il Ministero della Giustizia. La democrazia, quella vera, non affiderebbe mai al leader di una formazione così piccola (1,4%, appunto), un incarico di tale peso politico, istituzionale e sociale.

Linciaggio a parte, provate a chiedere alla gente cosa pensa di Mr.1,4%: quasi tutti storcono il naso. Berlusconi compreso. Allora probabilmente la fine di Mr.1,4% non è stata causata esclusivamente dalla magistratura ma, in primis, da un agire politico ‘etico’ che da sempre è mancato: l’attenzione e il rispetto (fosse anche solo ‘di facciata’) verso i cittadini e non verso gli affari propri. Dove per ‘cittadini’ non intendo solo quelli di Ceppaloni ma gli italiani tutti.

EF

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