Dall’Afghanistan alla Russia, passando per l’Italia

Pubblicato: febbraio 8, 2008 in Politica
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Proprio nel giorno in cui Putin ha tenuto il suo ultimo discorso televisivo da Presidente della Federazione Russa, cade curiosamente anche il ventennale della ritirata russa dall’Afghanistan: era l’8 febbraio del 1988, l’ordine di porre fine alla guerra veniva dato da Michail Gorbacev. Le operazioni si sarebbero concluse un anno più tardi.
L’8 febbraio del 2008, invece, in una Russia che non ha quasi più i segni della crisi postsovietica, Putin guarda al futuro e parla di una nuova corsa agli armamenti, del necessario rinnovamento delle Forze Armate e di un futuro economico radioso, basato sullo sfruttamento delle risorse naturali.
Ricordare il ventennale del ritiro dall’Afghanistan serve però anche a riflettere sull’attuale situazione del Paese guidato da un incerto Hamid Karzai.
Nel dicembre del 1979, infatti, Mosca aveva inviato in Afghanistan un contingente di 120mila uomini e l’avvicendamento ne coinvolse oltre 700mila, di questi circa 20mila furono uccisi e 50mila rimasero feriti. Per l’epoca i costi della guerra furono impressionanti: 50 miliardi di dollari. Basta guardare i numeri per comprendere la precarietà dell’attuale missione NATO. Sebbene la tecnologia sia migliore rispetto a trent’anni fa, la missione Isaf dispone oggi di appena 43mila soldati, un numero non sufficiente a controllare l’intero territorio afghano. Sul futuro delle operazioni NATO si sono addensate anche le cupe nubi dei difficili negoziati di Vilnius, dove il segretario alla Difesa americano, Robert Gates, ha lamentato la realtà di una NATO ‘a due velocità’, ponendo l’accento sui Paesi che la guerra la fanno e altri, tra cui l’Italia, che invece si limitano a presidiare il territorio.
Dall’Afghanistan alla celebrazione del gas russo, per tornare alla situazione della nostra Italia, accusata di non volersi impegnare più di tanto nella missione Isaf. Un dato forse sfugge ai colleghi della NATO: dopo la tanto celebrata missione in Libano, abbiamo davvero grattato il fondo del barile, mancano i soldi per inviare e proteggere adeguatamente altri soldati.
EF

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