Per inerzia

Pubblicato: gennaio 25, 2008 in Politica
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E’ caduto. Lo spettacolo è finito. Applausi.

Sulla scena c’è chi urla, chi insulta, chi sviene, chi rivendica, chi richiama, chi esorta, chi condanna, chi rimangia, chi ricambia, chi minaccia, chi sputa, chi rinnega, chi abbraccia…

Sembra di assistere a uno spettacolo teatrale e invece è la nostra politica.

Mr. 1,4% ,insieme al suo compare liberale, vota contro. Crolla il governo. Crolla l’Italia. Per l’ennesima volta. Crolla sotto il peso dei personalismi, degli orgogli feriti e dell’incapacità politica di onorevoli infinitesimi. Tutto è circoscritto al rettangolo di velluto rosso delle poltrone, ai giochini politici, alla ripicca.
Mi domando poi quale miracolo dovrà accadere per far sì che gli italiani tornino a votare. Se lo faranno sarà un gesto lento, flemmatico e deluso, quasi ad onorare una sonnolenta abitudine.
Durante la campagna elettorale prossima ventura torneranno a chiamare il telespettatore “cittadino italiano” talmente tante volte che alla fine, per il tempo utile a tracciare una croce sul simbolo di un partito, questi tornerà a sentirsi ancora parte della politica. La magia del voto.

L’unica forza che sembra mandare avanti questo disastrato Paese è ormai solo l’inerzia, alimentata da rugginosi pezzi di ricambio, parti di maidimenticati carrozzoni politici.

EF

commenti
  1. Fata Morgana scrive:

    Che dire… Nulla! Cosa rimane da dire, ormai? Resta solo la disillusione e la caduta anche dell’ultimo filo di speranza.
    La vedo grigia; questo è tutto.
    Quello che è successo dimostra, ancora una volta, che una delle tante cose che non vanno, in Italia, è la classe politica: una classe politica ormai anagraficamente vecchia, morbosamente attaccata ai suoi posti di potere e ai suoi privilegi, che non apre le porte ai giovani e al rinnovamento. Ma, soprattutto, che non concepisce la politica come servizio ai cittadini, ma solo come difesa dei propri interessi, spesso beceri. Perchè – diciamolo – se Mastella e la sua signora non fossero stati inquisiti non sarebbe successo niente!

  2. Giuseppe scrive:

    Sono d’accordo con te, ma mi auguro che il miracolo che gli italiani vadano a votare accada sempre. E non per inerzia. Mi auguro che lo facciano, nonostante tutto, per tenere su la nostra democrazia e con la convinzione (so bene che ci vuole molta forza per averla) che le cose possano, proprio con il nostro impegno di cittadini (e non di telespettatori), migliorare.

  3. cacucciolo scrive:

    Il clima di sconforto e disillusione che aleggia in tutta la nazione è palpabile in ogni dove: in TV, per strada, nei blog. Ma questo non deve farci credere che sarà sempre così. Magari sarà ancora così per un pò, fin quando saranno al potere i figli della II Repubblica, ma prima o poi dovrà finire….e poi non possiamo smettere di sperare! Intanto quello che è successo ieri è un passo avanti per la ricostruzione politica del nostro Paese. Incrociamo le dita.

    http://cabut.wordpress.com/

  4. Gaetano scrive:

    Caro EF i processi sociali e storici sono lentissimi ma inesorabili. In Italia fino a che avremo soldi per la benzina e mangeremo due volte al giorno non accadrà nulla. Le strade sono due: una, che a percorrerla ci vorranno una quarantina d’anni per vedere effetti consistenti e duraturi, che prevede l’educazione (a partire dalla scuola) di due o tre generazioni alle quali si insegni fino allo sfinimento che cosa sono l’onore, l’onestà, l’altruismo, la bellezza nell’uomo attraverso ciò che l’uomo di buono riesce a costruire, generazioni alle quali non si permetta più uso di droghe, stordimento da “Grandi fratelli” ed altre amenità, generazioni alle quali si spieghi ciò che è bene e ciò che è male, illuminati dalla Ragione. Conviene questa prima via a chi gestisce (nel senso peggiore del termine) il potere? La seconda via è molto più rapida ma molto più dolorosa e non la voglio neanche pensare. Altrimenti? Nulla, solo continueremo a trascinarci e compatirci vivendo una vita non piena, non soddisfacente, non ricca insomma una ….. non vita. Grazie per lo spazio concesso. Gaetano

  5. antonio scrive:

    Il governo Prodi è caduto perchè Veltroni ha voluto che cadesse!

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