L’ultimo assalto di mr.1,4%

Pubblicato: gennaio 22, 2008 in Politica
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E insomma, alla fine mr.1,4% se ne è andato. Sbattendo i piedi e con quell’aria compiaciuta di chi guarda di sottecchi e ghigna per l’effetto causato. Ma non è colpa sua. Poverino. Se si dipinge come una vittima, lasciamogli recitare la parte. La colpa è di quanti votarono quell’accrocco di ‘porcellum’ elettorale, una sottospecie di ‘legge truffa’ che, come nel ’53 con Moro, anche due anni fa non sortì l’effetto sperato e si rivoltò contro i due schieramenti. La colpa, insomma, non diamola solo a mr.1,4%, ma condividiamola con maggioranze politiche per cui il decisionismo non è più un valore ma un’incombenza, un problema.

Mr.1,4% invece, ha rispettato semplicemente un’usanza condivisa: accusare la magistratura, dire che non c’è democrazia, ricattare la propria maggioranza, battere i piedi e uscire dal governo. Per mr.1,4% la politica in fondo è un qualcosa di personale, è come un gioco da mordicchiare, tirare, smontare e rimontare. Un lego. Peccato che poi, la realtà, sia ben diversa.

Il governo cadrà? Vedremo. Per il resto la lieta notizia è che abbiamo reso più giocondo il mondo. Tutti ridono. Prima sono rimasti increduli per le vicende amare e drammatiche dei rifiuti in Campania, poi hanno sogghignato sotto i baffi vedendo un’università come la Sapienza inneggiare alla Frocessione contro il papa, ma sicuramente, adesso, vedendo le mosse capricciose di mr.1,4%, esploderanno in una fragorosa risata. E ridere fa bene al cuore, lo dice anche la medicina. Per lo meno qualcosa di positivo nella nostra amata Italia c’è.

EF

commenti
  1. Paolo Pegoraro scrive:

    Il punto è: andremo prima al voto o al referendum?

  2. Antonella scrive:

    Secondo me andremo al voto. E molto presto. Si sta preparando il terreno per una nuova dittatura. E penso che noi italiani in fondo la meritiamo. Non siamo capaci di essere uomini liberi. Ci fa paura il poter scegliere. E in fondo, perché tormentarsi quando c’è chi può decidere per noi?
    Mi tornano alla mente le parole di Dostoevskij: ” Non c’è preoccupazione più assillante e più tormentosa per l’uomo, non appena rimanga libero, che quella di cercarsi al più presto qualcuno innanzi al quale genuflettersi”.

  3. cacucciolo scrive:

    Condivido a pieno le tue parole e le tue valutazioni su tutto. Però passami il fatto che con Mastella si è davvero esagerato, è amorale un simile accanimento nei confronti di una persona che per altro è il Ministro della Giustizia. Condivido e mi complimento con Antonella per la lucidissima analisi, in fondo cosa dire di più?

    http://cabut.wordpress.com/

  4. loredana scrive:

    “tutti ridono…ma adesso sicuramente esploderanno in una fragorosa risata.E ridere fa bene al cuore…”
    Grazie…grazie per averlo sottolineato:sai,è capitato a me per prima di non poter fare a meno di ridere mentre leggevo lo sviluppo della vicenda…ed indovina un pò?Ho ricevuto subito l’inevitabile lavata di testa…”Cosa c’è da ridere sulla crisi di governo?” – “Ma io non sto ridendo!”,è stata la mia risposta…che sia stata compresa non ha importanza,il contrario non mi stupisce più ormai…realizzare che qualcun altro possa aver colto il lato comico di ciò che sta accadendo naturalmente non può che farmi piacere ed in realtà neanche mi stupisce più di tanto, non si tratterebbe della prima volta…certo fa un po’ meno piacere sapere che questo “qualcun altro” è, come al solito, il”resto del mondo”…ancora non riesco a capire se il problema sia la mancanza di senso dell’umorismo oppure il suo eccesso,che a quanto pare porterebbe a considerare non solo accettabili ma addirittura legittimi show degni di Zelig in contesti e situazioni in cui davvero ci dovrebbe essere ben poco da ridere…con il ruolo del capocomico a tenere il palco ed intrattenere il pubblico che, se ci fate caso, non è mai fisso ma ruota continuamente e periodicamente…così ce ne sarà sempre un po’ per ognuno ed in modo che la possibilità di far ridere sia concessa equamente a tutti…non ci si ruba la scena, si aspetta pazientemente in camerino che arrivi il proprio turno…almeno una cosa su cui non”bisticciare”…
    Ecco,l’ho detto…

  5. Paolo Pegoraro scrive:

    Mah! E’ difficile dire cosa si meriti l’autolesionismo italico! Montanelli disse che Berlusconi ce lo meritavamo.
    Questo governo, scrivono, ce lo siamo meritato.

    A me sembra che questa valutazione del “meritarsi” non funzioni: è passiva e deresponsabilizzante. E’ una certificazione della mediocritas peninsulare che non cambia le cose né nel bene né nel male.

    Di conseguenza, mi sembra, l’unica cosa che ci “meritiamo” – nel senso che ne siamo responsabili – è l’instabilità di governo. E finché non si riforma la legge elettorale non se ne viene fuori, non potremo “ambire” nemmeno a una dittatura.

  6. Antonella scrive:

    sì, cambiare la legge elettorale. Ma mi dici cosa cambierebbe? a scaldare le poltrone ci saranno sempre le stesse persone. Io non credo che sia il sistema elettorale a fare la differenza. è il concetto stesso di politica che sarebbe da riformare. Ma mi rendo conto che è solo un’utopia.
    Sto guardando alla tv le dichiarazioni di voto alla Camera. Dimmi un pò tu se, sistema spagnolo o tedesco, possiamo ancora permetterci di restare impassibili dinanzi a questo scenario: più che un Parlamento, mi sembra un pollaio. Io mi vergogno. Mi vergogno di essere italiana. E mi sento profondamente ferita.

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