Pakistan: Benazir sei viva

Pubblicato: dicembre 29, 2007 in Politica
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Quando ho saputo della morte della Bhutto ero in viaggio. Mi è arrivato un lapidario sms che recitava: “hanno ammazzato Benazir Bhutto”. Roba da togliere il fiato.
 Il mondo, a quanto pare, sta cadendo in un baratro sempre più scuro, sempre più impazzito. Giornali, radio e televisioni si sono subito scatenate cercando improobabili responsabili, tutte pronte a “smontare” la tesi sbandierata da Musharraf. 

In un’intervista comparsa oggi sul Corriere della Sera, Sher Baz Khan, analista del quotidiano inglese Dawn, afferma che bisogna guardare agli 007 pakistani. Riferendosi alla Bhutto, Khan ha ricordato come al suo rientro in patria avesse annunciato di “voler ristrutturare l’Isi, i nostri servizi segreti. […] L’esercito – ha continuato Khan – può toglierti la libertà, buttarti in prigione, chiudere il giornale. E’ anche la più grande azienda del Paese, macina miliardi di dollari”. Alla tesi di Al Qaeda, ha affermato Khan all’inizio dell’intervista, in Pakistan non crede nessuno.

Un dato resta su tutti, Benazir Bhutto è stata uccisa e per il Pakistan adesso è il caos. Magdi Allam oggi ha scritto che l’islam e la democrazia non sono compatibili, ma solo esempi ‘di facciata’. E’ vero ma solo in parte, bisogna infatti apprezzare i tentativi dei governi democratici nel non aver optato per l’autoritarismo, una via indubbiamente più comoda davanti ai numerosi estremismi presenti nelle società islamiche. Sono democrazie e questo è il valore fondamentale di una positività da riconoscere. Scrivere che l’islam è ‘incompatibile’, dunque, mi sembra quantomeno azzardato e fondamentalmente poco utile. Se da un lato poi si considera un neo l’incapacità di scindere religione e stato laico, dall’altro si dovrebbe ricordare il drammatico cammino compiuto dagli europei per realizzare una democrazia indipendente dalla sfera religiosa.

Di tutta questa situazione restano i sorrisi di Benazir Bhutto, le sue parole coraggiose e le grida del corteo funebre: “Benazir sei viva”. Da qui il mondo riparta con un sostegno concreto, contro ogni estremismo e ogni autoritarismo. Utopia? Forse. Un proverbio magrebino recita: “nessuna carovana ha mai raggiunto Utopia, ma senza l’utopia non si muoverebbe alcuna carovana”.

EF

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