Conferenza di Bali: trattative in corso per il documento finale

Pubblicato: dicembre 14, 2007 in Senza categoria
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Ore di discussioni e di attesa a Bali per la chiusura della XIII Conferenza internazionale sul clima, organizzata dalla Convenzione quadro sul cambiamento climatico dell’Onu (Unfccc). La Conferenza avrebbe dovuto chiudersi alle ore 18 locali (le 12 in Italia), ma è tuttora in corso perché i delegati degli oltre 190 paesi rappresentati raggiungano l’accordo per un documento comune. “Si stanno facendo grandi progressi – ha detto Yvo de Boer, segretario esecutivo dello Unfccc, durante una pausa – ma nessun risultato è acquisito fin quando non sarà realmente acquisito”. De Boer ha confermato passi avanti nelle posizioni dei paesi industrializzati che sono i più grandi produttori di inquinamento, aggiungendo di aspettarsi progressi anche da parte dei paesi in via di sviluppo. Ma il problema principale resta la posizione degli Stati Uniti, paese ancora non firmatario del protocollo di Kyoto sul controllo delle emissioni inquinanti nell’atmosfera, considerato da quasi tutti gli osservatori indipendenti il principale ostacolo alla stesura di un documento finale veramente innovativo ed efficace. Ieri, era stato l’ex vice-presidente americano e premio Nobel per la pace Al Gore ad invitare addirittura a firmare un accordo senza tener conto delle posizioni di Washington: “Voglio dirvi una verità spiazzante – aveva detto Gore davanti a una parte dei 10.000 delegati presenti a Bali – gli Stati Uniti sono il paese che più di tutti sta ostacolando la buona riuscita della Conferenza. Potete sentirvi in collera e frustrati per il loro comportamento, oppure potete fare una seconda scelta, ovvero decidere di andare avanti aggirando gli ostacoli (…) e approvando un documento finale con un grande spazio bianco infondo alla pagina” aveva aggiunto Gore, riservando quello spazio bianco al suo paese. Dal tenore del documento finale dipenderanno le trattative che nei prossimi due anni dovranno stabilire nuovi tetti alle emissioni inquinanti – l’Unione Europea è favorevole a tagli del 25-40% rispetto ai livelli del 1990 – aiuti ai paesi in via di sviluppo, prime vittime degli effetti del surriscaldamento del pianeta, trasferimento di tecnologie verdi, e un nuovo accordo che prenderà il posto del Protocollo di Kyoto, alla scadenza di questo nel 2012.

Fonte: MISNA

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