Sudan: riprendono i colloqui

Pubblicato: dicembre 5, 2007 in Politica
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Jan Eliasson comincerà oggi da Khartoum sette giorni di colloqui che lo porteranno anche a Juba e in Darfur: l’inviato speciale del Segretario generale dell’Onu parlerà con diverse fazioni ribelli e con i rappresentanti del governo per fare il punto sui colloqui di pace cominciati a fine ottobre a Sirte, in Libia; tenterà di coinvolgere nelle trattative le fazioni che non hanno ancora aderito e che nelle scorse settimane si sono riunite in due gruppi proprio per facilitare le negoziazioni. Eliasson arriva in Sudan dopo un incontro a Sharm al-Shaikh con i rappresentanti di Ciad, Egitto, Eritrea e Libia, partner regionali del processo di pace per la regione orientale sudanese da oltre quattro anni teatro di un conflitto interno che ha causato migliaia di vittime e circa due milioni e mezzo di sfollati. “Gli scontri ancora in corso in Darfur – ha detto ieri l’inviato dell’Onu – complicano il lavoro di mediazione e rendono ancor più difficile la situazione all’interno dei campi profughi. E’ nostro dovere porre un termine a queste miserie (…) speriamo che chi ha finora disertato le trattative cambi presto atteggiamento unendosi ai colloqui; in questo modo potremmo provare a rilanciare i negoziati su basi ancor più solide”. Un invito ad attivarsi per raggiungere una pace duratura in Darfur è arrivato anche da un gruppo di riflessione costituito da ex capi di stato e personalità di caratura internazionale tra cui l’arcivescovo sudafricano e premio Nobel per la pace Desmond Tutu, l’ex presidente americano Jimmy Carter e l’ex inviato speciale dell’Onu Lakhdar Brahimi: “La pace e la giustizia sono a portata di mano – hanno detto presentando un rapporto frutto di viaggi e colloqui con le varie parti in causa – servono la partecipazione di tutti al processo di pace e il completo sostegno della comunità internazionale”. Intanto, la Corte criminale internazionale dell’Aia ha aperto due nuove inchieste su crimini commessi in Darfur negli ultimi mesi: “Cercheremo di identificare i colpevoli di alcuni atti criminali commessi contro gli sfollati” ha detto il procuratore Luis Moreno Ocampo riferendosi in particolare a un attacco contro il campo di Haskanita, avvenuto a settembre, e accusando apertamente il ministro degli affari umanitari sudanese Ahmed Haroun di essere uno dei responsabili.

Fonte: MISNA

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