La diplomazia dell’equilibrio

Pubblicato: novembre 13, 2007 in Politica
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Dall’intervista concessa il 13/11/2007 a Repubblica dal capo della Polizia Manganelli: 

“Rifarebbe anche la scelta di non presidiare il territorio?
“Guardi, dopo la morte di Gabriele Sandri, il peggio poteva accadere proprio a Roma, se le forze dell’ordine avessero voluto ripulire il quartiere Flaminio e i dintorni dell’Olimpico. Ho chiesto ai miei uomini e ai carabinieri di avere pazienza, di non intervenire. Quattro funzionari sono stati feriti, eppure non hanno dato ai proprio uomini l’ordine di replicare. Non siamo stati però con le mani in mano. Abbiamo predisposto un servizio di videosorveglianza per identificare i violenti. Con il tempo necessario, avranno notizie di noi appena li identificheremo e già sappiamo chi sono i primi dieci. Se avessi deciso altrimenti, chi poteva assicurare che gli scontri – quel che gli ultras volevano ad ogni costo – non sarebbero degenerati? Facile discutere qui in poltrona, ma in strada ci vanno uomini in carne e ossa, che possono essere messi a mal partito e avere paura e quando si ha paura e si perde il controllo, c’è anche chi può fare la mossa peggiore. Lei riesce a immaginare che cosa sarebbe accaduto se ci fosse stato un altro morto a sera, domenica, a Roma?”.

***

Si può seriamente cadere in una retorica che vorrebbe insinuare un tatticismo e invece ha il sapore dell’eccessiva prudenza? Alcuni malignano anche ‘di campagna elettorale’. Effettivamente l’ipotesi di una rottura ulteriore all’interno del governo, proprio a causa di una risposta violenta da parte delle forze dell’ordine, era plausibile. Meglio dunque ‘non presidiare’, meglio prendersi i calci, i pugni, respingere le molotov e far spegnere ai pompieri gli autobus incendiati. “Ho chiesto ai miei uomini di avere pazienza e di non intervenire”. Il tutto mentre una frotta di scalmanati devastava interi quartieri della capitale. E adesso il parroco che presiederà il funerale del giovane ucciso, spera che non ci siano reazioni violente durante la funzione.

E’ evidente che qualche ingranaggio del meccanismo istituzionale italiano si sia inceppato. “Lei riesce a immaginare cosa sarebbe accaduto se ci fosse stato un altro morto a sera, domenica, a Roma?”. Certo. Che la politica sarebbe insorta contro il governo, contro il ministro dell’Interno e ne avrebbe chiesto le dimissioni. La destra si sarebbe riempita la bocca di dichiarazioni (ormai lo sport in cui i nostri uomini politici, senza guardare ad alcun colore, sono più esperti) e si sarebbe gridato all’ennesima crisi. Proprio nel giorno in cui la maggioranza votava la Finanziaria. Troppo. Meglio dunque lasciare Roma in mano a una banda di scalmanati che non vedevano l’ora di avere un pretesto per scagliarsi contro le forze dell’ordine. All’alba, di solito, tutto si placa. I cittadini si arrangeranno. Viva l’Italia.

EF  

commenti
  1. ultras scrive:

    GABRIELE STA SOTTO TERRA……………….RIFLETTETE

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