Myanmar: concluso l’incontro tra Suu Kyi e la Lega Nazionale per la Democrazia

Pubblicato: novembre 9, 2007 in Politica
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La bandiera della Lega Nazionale per la Democrazia birmana 

Aung San Suu Kyi ha incontrato oggi tre dirigenti del comitato esecutivo del suo partito, la Lega Nazionale per la Democrazia (Nld), con i quali non aveva contatti dal maggio 2004. L’incontro, concesso dalla giunta militare che governa il paese, è durato un’ora ed è avvenuto alla presenza del ministro del lavoro Aung Kyi, incaricato dal governo di tenere le relazioni con il capo dell’opposizione, agli arresti domiciliari dal 2003, nell’ambito della ripresa del dialogo politico. Fonti del Nld dicono che durante il colloqui Suu Kyi si è detta “molto ottimista” sul processo di riconciliazione promosso dalle Nazioni Unite. Nei giorni scorsi la dissidente aveva incontrato i vertici della giunta birmana – il primo ministro birmano Thein Sein e il ministro degli Esteri U Nyan Win – e l’inviato dell’Onu Ibrahim Gambari, in visita diplomatica nel paese per incentivare il dialogo tra governo e opposizione, dopo la repressione violenta, nel settembre scorso, di manifestazioni contro il governo e prodemocrazia cui hanno partecipato anche migliaia di monaci buddisti. “Nell’interesse della nazione – si legge in un comunicato di Suu Kyi diffuso ieri – sono pronta a cooperare con il governo perché il dialogo abbia successo e do il benvenuto al necessario ruolo delle Nazioni Unite per facilitare i nostri sforzi”. ” mi impegno a proseguire sulla via di un dialogo costruttivo – ha proseguito la segretario generale del Nld, il partito che nel 1990 vinse elezioni democratiche il cui risultato, però, non fu riconosciuto dalla giunta – e invito il governo e tutti le parti rilevanti a unirsi a me in questo sforzo”. Rientrata in Myanmar dalla Gran Bretagna nel 1988, Aung San Suu Kyi, figlia dell’eroe nazionale Aung San, entrò presto nella politica birmana guidando il movimento prodemocrazia e da allora ha trascorso complessivamente 12 anni in detenzione o agli arresti domiciliari nella sua casa di Yangon.

Fonte: MISNA

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