Anna Politkovskaja: “Io vivo la vita e scrivo ciò che vedo”

Pubblicato: ottobre 7, 2007 in Politica
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Anna Politkovskaja 

Un anno fa veniva uccisa Anna Politkovskaja, giornalista russa della Novaja Gazeta che faceva parlare di sé per i suoi tremendi reportage dalla Cecenia. Un anno fa un sicario le sparava prima al torace e poi alla testa, nell’ascensore del suo palazzo a Mosca. Dal 1992 al 2007, sono oltre 200 i giornalisti uccisi in Russia, 43 nella sola ‘Era Putin’. Tra questi anche l’italiano Antonio Russo, trovato morto il 16 ottobre del 2000, sul ciglio di una strada, al Passo Gombori (Georgia), con la cassa toracica sfondata. Nessuno ha mai chiarito la dinamica della morte. La Novaja Gazeta ha pianto ben 3 vittime. Questo il conto della libertà di stampa russa.

Intervistata lo scorso 3 ottobre dal TG1, la figlia di Anna Politkovskaja, Vera, ha dichiarato che “molti problemi in Russia ci sono perchè le persone che vivono nel nostro Paese non conoscono, fino in fondo, i propri diritti e il potere gioca su questo. Quando la gente capirà finalmente di avere dei diritti, una grande voce, potente, possente. Quando riusciranno ad ottenere pieno rispetto dei propri diritti allora coloro che governano dovranno rispettare i diritti, le esigenze dell’uomo. Fino a quando ciò non avverrà è semplicemente come un parassita sul corpo del nostro popolo”.

EF

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