L’ONU a Myanmar e l’esercito non spara più

Pubblicato: settembre 30, 2007 in Politica
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Soldati per le strade di Rangoon

Definitivamente smentite le voci di divisioni interne alla Giunta Militare, in Birmania non si spara più. Motivo di questo inaspettato vento pacifista è la visita dell’Alto Rappresentante ONU Ibrahim Gambari. Si tratta solo di calma apparente. Le vittime provocate dai combattimenti dei giorni scorsi restano, la dissidenza parla di oltre 200 morti e oltre 3 mila arresti tra i monaci.

“Hanno ricevuto ordine di non sparare addosso alle persone, tirano dei colpi in aria di avvertimento ma cercano di non uccidere nessuno. Sappiamo comunque che i manifestanti vengono picchiati, brutalmente. E se dico brutalmente, ha idea di cosa voglia dire molto brutali per la polizia birmana, vero?” – ha sottolineato a Peacereporter dalla Norvegia, ‘Democratic Voice of Burma’ (DvB), l’organizzazione dei dissidenti birmani all’estero. Si parla ‘dal resto del mondo’ poiché comunicare dalla Birmania è quasi impossibile. Ai limiti del silenzio. Internet e l’intera rete deella telefonia fissa e mobile sono stati disabilitati.

EF

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