I monaci birmani: ‘preghiera di protesta’ contro la giunta militare

Pubblicato: settembre 22, 2007 in Politica
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Protesta di Yangon

I monaci buddisti della Birmania si schierano apertamente contro la giunta militare di Myanmar, definita in un comunicato ‘nemica del popolo’. In attesa della caduta del regime, fanno sapere dai monasteri, si continuerà a pregare e a marciare. Con oltre 1600 monaci, si è svolta oggi a Mandalay l’ultima marcia. Caratteristica di queste manifestazioni è la partecipazione popolare: per timore di reazioni violente da parte delle forze dell’ordine, la gente si schiera ai lati della strada a formare un cordone umano di protezione ai religiosi. La polizia, per ora, si limita a osservare e a filmare.

Iniziative simili non sono nuove per i monaci birmani che da tempo rifiutano anche le elemosine provenienti dalla giunta al governo, una sorta di scomunica nella religione buddhista. Nel 1990 marciarono contro il rifiuto da parte dei militari di accettare il risultato del voto favorevole alla democrazia; nel 1998 si unirono alla rivolta contro il regime, oltre 3 mila furono le vittime causate dalla repressione.

EF

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