V-Day.

Pubblicato: settembre 8, 2007 in Politica
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V-Day

E’ finalmente giunto il giorno del V-DAY, una roba strana, con quella V messa lì a tacer (ma neanche troppo) che si tratta di una sonora parolaccia (depenalizzata perchè ormai troppo diffusa – potrebbe forse diventare allora una nuova forma di saluto?). Un tempo c’era il D-DAY, oggi in Italia il fenomeno Beppe Grillo crea il V-DAY, un evento storico di ben diverso spessore e rilevanza. Ma fa bene. Fa bene rischiando però di essere tremendamente strumentalizzato o, peggio anora, ‘etichettato’. E’ un po’ come La Casta, il libro recentemente uscito e di cui non riesco a leggere più di 10 pagine per volta a causa dell’inevitabile moto di rabbia che mi sale dentro, entrambe le proposte giocano sul sentimento di frustrazione dei cittadini e sul fatto che ormai la nostra classe politica, prima che ‘inquisita’ o ‘diversamente onesta’, è praticamente inesistente.
Negli anni 70 abbiamo avuto i nostri bei scandali e le vicende di corruzione (Petroli, Lockeed, ecc…), ma per lo meno avevamo statisti del calibro di Moro e Berlinguer…oggi? La politica di oggi è solo un quotidiano sciorinare di frasi a effetto e interviste. Nulla più. Quante volte si vedono i politici dibattere in aula su questioni concrete? Solitamente sono in 4 o 5, raggruppati attorno a chi si rivolge al presidente durante le interrogazioni televisive pomeridiane, giusto per riempire l’inquadratura della telecamera (il resto dei banchi è vuoto). Una classe politica che si permette di affermare ‘io penso a salvare me e i miei amici’, non andrà lontano ma resterà lì se un voto concreto dei cittadini non deciderà di dargli una sonora scrollata. Perchè il non-voto è un tremendo errore. Significa perdere il diritto di critica.

Il V-DAY, quindi, è una cosa ben fatta ma anche altrettanto pericolosa che potrebbe essere tacciata come fenomeno da baraccone popolare. Invece di organizzare manifestazioni concrete, si potrebbe infatti accusare, e dar vita a una rivolta intellettuale che usi parole e concetti, i cittadini sono ormai ridotti ad un unico urlo: Vaffanculo. Esasperazione o Mancanza di argomenti?

Parlare di Parlamento Pulito sembra quasi il richiamo ad un’utopia della storia che forse mai si è verificata ma di cui tutti, da sempre, si riempiono la bocca.

EF

commenti
  1. Paolo scrive:

    Da un lato concordo (Forza compagni! Ancora pochi mesi di governo e avremo il vitalizio assicurato!), dall’altro il diffuso senso di disaffezione mi ricorda un quesito posto anni fa da Leo Ortolani:

    «Lo sapevate che per andare a votare occorre una buona conoscenza della realtà politica del Paese, unitamente a una coscienza civica e a una presa di posizione critica e introspettiva nei riguardi dei trascorsi storici, mentre per dire “La politica è una cosa sporca, rubano tutti e votare l’uno o l’altro è uguale” bastano 18 anni?»

    Aspettiamo la proposta in positivo di Grillo.
    peg ^_^

  2. Elisa scrive:

    Io ho firmato: è un minimo segnale, certo strumentalizzabile, di “coscienza civile”. E’ vero che, soprattutto se si ha un pò in mente la sostanza politica del passato (un passato che si sta facendo sempre più lontano), ci si sofferma a pensare: ma che livelli bassi abbiamo raggiunto? Sarebbe questa la “coscienza civile”? Il fatto è che, la mia percezione è questa, sembra esserci molto disinteresse, del cittadino coumne intendo, per la politica. e quindi apprezzo già il fatto che qualcuno parli, qualcuno critichi; insomma, mi passa praticamente in secondo piano il “come lo fa”, apprezzo il fatto che lo faccia…Ciò che va bene fino a un certo punto.
    Se c’è bisogno di una scrollata alla classe politica dobbiamo essere noi per primi a darla: io, singolo, se faccio funzionare il mio cervello innanzitutto, se non mi accontento della pappa che mi servono certi media, se inizio nel mio piccolo a praticare ciò che voglio faccia chi mi governa (evitando i minimi atti di corruzione, furbizia, favoritismo eccetera, evitando le scorciatoie e i piccoli compromessi)… Certo sono idee un pò ingenue, ma i grandi cambiamenti che la storia ci ha mostrato sono sempre stati trascinati da grandi idee anche “ingenue”, o visionarie e profetiche.
    Dobbiamo avere visionarietà, creatività, e semtterla di dirci che il mondo fa schifo: non perché tutto va bene e il mondo è un disegno carino, ma perché èm paralizzante dirsi che il mondo fa schifo. chi si impegna per migliorare lo schifo e il niente?
    La cosa che si può criticare e apprezzare in grillo è “l’essere contro”. Il che va bene. però non basta, bisogna anche, se non soprattutto, “essere per”. Il mondo va per come io lo vedo: se voglio che funzioni e mi abbarbico a qualunque segnale, anche minimo, che vedo, e mi sbatto sul serio, qualche cosa me ne verrà.

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