Brevi dall’Asia

Pubblicato: settembre 6, 2007 in Politica
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MYANMAR – I monaci buddisti del monastero di Aletaik, nei pressi della cittadina di Pakokku, nel nord del paese, hanno rilasciato 20 soldati sequestrati questa mattina. L’insolito ‘rapimento’ sarebbe avvenuto quando autorità locali e militari si sono recati al monastero per scusarsi degli incidenti avvenuti ieri quando l’esercito ha sparato in aria per disperdere una manifestazione organizzata dalla cittadinanza contro il carovita. Almeno tre monaci, dei 300 che manifestavano pregando la loro solidarietà alla popolazione erano rimasti feriti durante i disordini.


FILIPPINE – I colloqui tra il governo di Manila e il Fronte Moro di Liberazione Islamico (Milf) gruppo separatista che opera nel sud del paese, previsti per la prossima settimana, sono stati nuovamente rimandati. I negoziati, mediati dalla Malesia, sono stati rimandati quattro volte nell’arco dell’ultimo anno, ma il capo negoziatore, l’ex generale Roberto Garcia si è detto fiducioso sul fatto che l’incontro potrebbe avvenire antro la fine del mese di settembre. Fonti locali hanno rivelato che il rinvio sarebbe da attribuire alle autorità di Manila, che avrebbero chiesto più tempo per analizzare le richieste del Fronte.
AFGHANISTAN – Sarebbero oltre 40 i talebani uccisi ieri in un attacco delle forze della coalizione Nato nella provincia meridionale afgana di Kandahar. Una nota precisa che gli scontri sono avvenuti nei pressi del villaggio Alekowzi, nel distretto di Sha Wali Kot, e che nessun militare della coalizione è rimasto ferito. Nella zona si sono verificati molti agguati contro le forze della sicurezza afgana nelle settimane passate – riferisce il comunicato – precisando che dal 27 agosto scorso circa 200 talebani sono stati uccisi nella regione.

PAKISTAN – Il mandato presidenziale del generale Pervez Musharraf scade il 15 novembre. Lo ha chiarito alla Corte suprema del Pakistan il consigliere del presidente, Syed Sharifuddin Pirzada, sottolineando che Musharraf manterrà il comando delle forze armate fino a quando non sarà nominato un nuovo capo. Secondo la stampa locale la scelta di abbandonare l’uniforme rientrerebbe nell’ambito degli accordi che il presidente sta negoziando con l’ex premier Benazir Bhutto e che prevedono che il generale lasci il ruolo di capo delle forze armate per essere rieletto alle presidenziali dell’autunno prossimo e che Bhutto possa partecipare alle elezioni legislative di fine anno.

Fonte: MISNA

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