Brevi dall’Africa

Pubblicato: settembre 6, 2007 in Politica
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MALI – Sei militari, che facevano parte del gruppo di 35 persone rapite tra il 26 e 27 agosto scorso nel nord del paese dai ribelli tuareg agli ordini del dissidente Ibrahim Bahanga, sono stati rilasciati ieri grazie alla mediazione dell’Algeria. Lo hanno annunciato gli stessi uomini di Bahanga, chiedendo un intervento di Algeri per regolare la crisi. Non è chiaro quanti siano gli ostaggi rimasti nelle mani dei ribelli, ma secondo l’esercito si dovrebbe trattare di una trentina di persone ancora.

CAMERUN – Si tornerà a votare per le elezioni municipali in 10 comuni del paese. Lo ha deciso la Corte suprema dopo aver esaminato i 216 ricorsi presentati dai partiti politici camerunesi sulle irregolarità che hanno segnato le elezioni locali del 22 luglio scorso. La data del nuovo scrutinio sarà annunciata con un decreto presidenziale. Per motivi analoghi il 30 settembre si tornerà a votare in 5 circoscrizioni per le elezioni legislative.

NIGERIA – È stata rilasciata la 75enne madre di un un deputato dello Stato del Bayelsa, uno degli Stati che compone la regione meridionale nigeriana del Delta del Niger. Lo hanno riferito fonti ufficiali, precisando che la donna sta bene e che per il suo rilascio non è stato pagato alcun riscatto. La donna – la signora Laura Canus, madre del deputato Hon Amalayon Yousuo – era stata rapita oggi da ignoti il 14 agosto scorso nella città di Brass.

SUDAN –Il sottosegretario Ahmed Haroun, nei cui confronti la Corte penale internazionale ha spiccato un mandato di cattura internazionale, alla guida di una nuova Comissione governativa incaricata di giudicare le violazioni degli accordi presi tra Khartoum e l’autorità autonoma del Sud Sudan. Il nuovo organo, composto da rappresentanti di tutti i partiti sudanesi e degli ex-ribelli che nel 2005 hanno firmato l’accordo di pace mettendo fine al ventennale conflitto tra nord e sud sudan, sarà infatti presieduto da Ann Itto (in rappresentanza dei sudisti) e da Haroun, scelto da Khartoum.

NIGERIA – Il ministro degli Esteri nigeriano, Ojo Mduekwe, ha rimproverato i diplomatici per le preoccupazioni eccessive espresse dai loro paesi sull’insicurezza nel Delta del Niger. Ricordando gli avvisi sulla sicurezza e gli inviti ad evitare il Delta diffusi dai governi e dalle ambasciate di numerosi paesi, il ministro ha definito queste misure esagerate. “Le azioni criminali di pochi non possono portare a dipingere la Nigeria come un posto pericoloso” ha detto il ministro, sottolineando che “la Nigeria non è in guerra con se stessa”.

Fonte: MISNA

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