Brasile e dittatura: per la prima volta ammesse responsabilità dello Stato.

Pubblicato: agosto 30, 2007 in Senza categoria
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“Una delle ferite che resta aperta è la localizzazione dei resti mortali di molti oppositori; le famiglie reclamano il diritto sacrosanto di seppellire i loro cari” ha detto il presidente Luiz Ignácio Lula da Silva presentando a Brasilia il rapporto “Diritto alla Memoria e alla Verità”, un testo di 500 pagine, frutto di 11 anni di lavoro della Commissione per le vittime e gli scomparsi della segreteria nazionale dei diritti umani. Il testo documenta la sorte di 475 militanti politici vittime dell’ultima dittatura militare (1964-’85), tutti casi già noti ma mai finora ‘certificati’ dallo Stato, ma soprattutto riconosce per la prima le responsabilità dello stesso Stato negli abusi commessi dai regimi militari; sempre per la prima volta, in un testo ufficiale figurano i nomi di alcuni torturatori e si ammette che “l’apparato repressivo arrivò ad agire al di fuori del paese. Nel 1972 lasciò le sue tracce in Bolivia, nel 1973 in Cile e Uruguay e nel 1976 in Argentina”. I responsabili delle violenze, tuttavia, sono protetti dalla legge di amnistia firmata nel 1979, fortemente contestata dalle organizzazioni dei familiari delle vittime, tra cui ‘Tortura nunca mais’, che esige anche l’apertura degli archivi segreti militari per chiarire la sorte degli oppositori. “Dovremmo fissare una scadenza e pensare a quale strategia utilizzare per poter trovare i corpi – ha aggiunto Lula -. Ma la ricerca – ha precisato – deve essere fatta senza aspettative che da lì parta un processo giudiziario”.

Fonte: MISNA

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