Lotta al caporalato e al lavoro ‘nero’: i Carabinieri del Comando per la Tutela del Lavoro in azione a Roma

Pubblicato: agosto 3, 2007 in Politica
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Carabinieri Comando Tutela del Lavoro

In collaborazione con il Ministero del Lavoro e la Direzione Regionale del Lavoro di Roma. 

 

Il fermo immagine verrà usato dai Carabinieri come prova e ormai non sorprende più nessuno: una macchina sosta accanto a un gruppo di clandestini che da ore attendono un ‘passaggio’ verso un posto di lavoro. E’ il caporalato.

L’operazione, condotta nei giorni scorsi dai Carabinieri del Comando per la Tutela del Lavoro di Roma ha infatti smantellato una vera e propria agenzia clandestina parallela per il reclutamento di personale immigrato senza permesso di soggiorno e si è conclusa con un arresto e cinque denunce nei confronti di altrettanti datori di lavoro, deferiti in stato di libertà. Le accuse vanno dal caporalato all’assunzione di personale ‘in nero’. Su 6 aziende controllate, 7 erano i lavoratori in nero (6 rumeni e un italiano), di cui 3 clandestini. 

L’inchiesta rientra nell’operazione “10.000″ cantieri (1°giugno-30 settembe 2007), promossa dal Ministero del Lavoro nell’ambito della tutela dei diritti dei lavoratori impiegati nell’edilizia. Ad oggi sono stati ispezionati 5.930 cantieri e 9.969 aziende, di queste 5.904 sono risultate irregolari mentre 578 sono stati i provvedimenti di sospensione nei confronti di altrettanti cantieri edili.

Ma le operazioni di contrasto al lavoro ‘nero’ e al caporalato non si sono limitate ai cantieri. Sempre a Roma e con le medesime finalità, i Carabinieri del Comando per la Tutela del Lavoro hanno infatti ispezionato anche diversi distributori di benzina, su 9 aziende controllate, ben 13 lavoratori (di cui 11 clandestini) sono risultati ’in nero’. Quattro le denunce nei confronti dei datori di lavoro. 

Parallelamente alle attività di ispezione non si ferma la fase ‘addestrativa-pratica’ degli esperti in sicurezza, portata avanti mediante numerosi controlli condotti unitamente a personale ispettore e delle ASL. I comuni interessati sono stati Roma, Guidonia, Colleferro, Labico e Valmontone: 9 cantieri edili per 14 aziende controllate. Due sono stati i sequestri e 4 le sospensioni. Numerose anche le testimonianze dei lavoratori raccolte dai Carabinieri, ben 58, dalle quali è emersa la condizione ‘in nero’ di 17 di loro (tra cui un minore). Sei le denunce contro i datori di lavoro.

 

Il caporalato è un vero e proprio mercato sommerso di braccia. Il ‘caporale’ prima dell’alba si reca nelle piazze o nelle periferie di grandi e piccole città e ‘accompagna’ la manodopera, spesso non specializzata, nei campi o nei cantieri della zona. Per tale servizio una parte della paga dei lavoratori, già molto al di sotto dei minimi previsti dalla legge, finisce nelle tasche del ‘caporale’. A causa del suo essere ‘in nero’, questa forma clandestina di reclutamento è ormai divenuta una vera e propria forma di moderna schiavitù, dove chi lavora non ha alcun diritto né tantomeno è tutelato dal punto di vista sanitario e assicurativo. Di loro non vi è traccia su alcun registro.

 

EF

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