Tra terrorismo e rapporti confidenziali

Pubblicato: luglio 13, 2007 in Politica
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“Una questione interna, gestita in modo responsabile”, così il Dipartimento di Stato americano ha definito la vicenda della Moschea Rossa. Musharraf, dal canto suo, sta avendo a che fare con un’opposizione islamica tra le più agguerrite che esistano nel mondo arabo. “Che genere di Islam queste persone rappresentano?” ha polemicamente domandato il leader pakistano, rispondendo implicitamente anche alle battagliere provocazioni del numero due di Al Qaeda, Al Zawhairi, che oggi ha tuonato contro l’attacco alla Moschea Rossa. “Era inevitabile”, ha ribadito Musharraf in questo confronto ‘a distanza’.

E’ di ieri poi la notizia di un rapporto dei Servizi americani, reso noto dall’Associated Press, secondo cui «Al Qaida è in una posizione migliore per colpire l’Occidente» e il Pakistan sarebbe diventato una sorta di ‘porto franco’ per i militanti («Sembrano ben stabiliti negli spazi privi di autorità del Pakistan»).

In tutto questo scenario una domanda che puzza di dietrologia comunque si impone: con l’avvicinarsi delle presidenziali in America, Bush avrà forse nuovamente bisogno di una buona dose di paura da imprimere ai suoi concittadini per giustificare la sua fallimentare politica estera di pseudo-lotta al terrorismo?

 EF

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