Zimbawe e il vertice euro-africano: si tenta di recuperare.

Pubblicato: luglio 7, 2007 in Senza categoria
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“Oggi è lo Zimbabwe; domani potremmo essere noi o qualsiasi altro paese”: con questa secca e preoccupata dichiarazione il vice-ministro degli Esteri del Sudafrica, Aziz Pahad, ha ribadito che non deve essere l’Europa a decidere chi può far parte o no della delegazione africana al vertice euro-africano del prossimo dicembre a Lisbona. Pahad si riferiva alle voci secondo le quali, soprattutto a causa di un tacito ma fermo veto di Londra – in questi ultimi anni tanto agguerrita contro il governo dello Zimbabwe da contribuire in maniera decisiva alla crisi economica del paese – il presidente Robert Gabriel Mugabe, 83 anni, verrebbe escluso dall’importante incontro in programma per la fine dell’anno sui temi della cooperazione tra Unione Europea e Africa, le migrazioni, la politica dell’energia e il commercio. “L’Africa non cambierà posizione sul fatto che nessuno può decidere chi dovrà far parte della delegazione africana ” ha detto Pahad incontrando i giornalisti e sostenendo un punto di vista condiviso, a quanto pare, da una larga maggioranza dei 53 paesi che fanno parte dell’Unione Africana. Da quando nel febbraio 2000, Mugabe, dopo 20 anni di attesa dell’aiuto e del consenso di Londra – come da accordi firmati nel 1980 – avviò una controversa riforma agraria (il 75% delle terre coltivabili era di proprietà di coloni bianchi equivalenti allo 0.6% della popolazione), la Londra di Tony Blair ha capeggiato una sorta di “assedio economico e politico internazionale” che, al di là dei possibili torti ed errori di Harare, ha contribuito a mettere in ginocchio il paese, privandolo di valuta straniera e di generi di prima necessità e generando una paradossale inflazione oggi da alcuni stimata al 5000%. Anche a causa dello stallo determinato dalla posizione inglese verso lo Zimbabwe, era dal 2000 che il vertice euro-africano, riunito quell’anno al Cairo, non veniva più convocato; al principio di questa settimana, il primo ministro portoghese Jose Socrates si era comunque detto sicuro di poter trovate “l’idonea formula diplomatica” per superare il caso Zimbabwe e far svolgere il vertice come previsto; non è escluso che la fermezza dei paesi africani e il recente mutamento di vertici nel governo inglese possano contribuire a una ragionevole modifica dello stallo.

Fonte: MISNA

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