Aggiornamento: Vertice UE, negoziati difficili.

Pubblicato: giugno 22, 2007 in Politica
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BRUXELLES
Negoziati ancora in alto mare al vertice di Bruxelles sulla riforma del trattato Ue
: la seconda giornata del Consiglio europeo si è aperta oggi con una serie di incontri bilaterali fra Angela Merkel e le delegazioni dei paesi più problematici, per cercare di convincerli ad accettare un compromesso. «Lavoriamo intensamente», ha annunciato oggi Merkel al suo arrivo, ma «il problema non è risolto». Secondo fonti europee, Merkel ha avuto due bilaterali con i polacchi, e altri incontri a due con britannici, olandesi e cechi. Dai colloqui con il presidente polacco Lech Kaczynski, secondo fonti della delegazione di Varsavia, non sono emersi però progressi sul nodo centrale del sistema di voto a doppia maggioranza, a cui la Polonia si oppone temendo di perdere troppo potere nel bloccare le decisioni rispetto al sistema del trattato attuale (il trattato di Nizza).

Fonti di Varsavia hanno definito uno «slogan» la proposta fatta nella notte dal presidente francese Nicolas Sarkozy a Kaczynski di accettare la doppia maggioranza prevista nella costituzione (55% degli Stati che devono rappresentare almeno il 65% della popolazione) con il meccanismo di salvaguardia del c.d. compromesso di Ioannina. In effetti, questa salvaguardia (che è stata usata pochissime volte, ed è ripreso nella costituzione) va nella direzione delle preoccupazioni della Polonia, perché consente di sospendere una decisione quando si sia molto vicini alla minoranza di blocco cercando un consenso più ampio.

La delegazione polacca però non è soddisfatta dal compromesso di Ioannina, proprio perché già previsto nella costituzione, e insiste per rinviare l’entrata in vigore del nuovo sistema di voto fino al 2020. Un ritardo considerato eccessivo dalla grande maggioranza degli altri governi, secondo fonti comunitarie. Si è fatto portavoce di questo sentimento il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, che ha definito il rinvio «una soluzione possibile ma pessima»

Resta poi un altro problema grave, quello della Gran Bretagna. Sulle quattro linee rosse di Londra, secondo i diplomatici presenti al Consiglio europeo, soprattutto una è particolarmente difficile da superare, quella della Carta dei diritti fondamentali. Londra insiste per renderla inapplicabile al suo diritto interno, ma per molti paesi il carattere obbligatorio della carta è irrinunciabile. Una soluzione potrebbe essere l’«opting-out» della Gran Bretagna dalla Carta, che però potrebbe essere seguita da Polonia e altri, togliendo troppo valore al documento. Sugli altri punti invocati da Tony Blair (poteri del ministro degli Esteri Ue e politica estera comune che non interferiscano con quella britannica, non estensione delle decisioni a maggioranza qualificata al settore giustizia e immigrazione, e personalità giuridica unica dell’Ue), le soluzioni sarebbero meno difficili.

Un nuovo fronte di discussione si è nel frattempo aperto: il presidente francese Sarkozy si è detto soddisfatto per essere riuscito ad ottenere dalla presidenza tedesca la soppressione del riferimento alla libera concorrenza fra gli «obiettivi dell’Unione» nel nuovo trattato. Questo ha subito provocato una reazione da parte della Gran Bretagna, che preferirebbe che il riferimento fosse conservato, mentre anche altre delegazioni non sarebbero contente della sua rimozione.

Durante il pranzo, Merkel informerà le altre delegazioni dell’esito dei contatti bilaterali. Secondo quanto annunciato stamattina dalla stessa Merkel, in quest’occasione non dovrebbero essere presentati nuovi testi consolidati, cioè una nuova bozza complessiva di mandato per la riforma dei trattati. Secondo alcune fonti Ue, un nuovo documento di questo genere potrebbe essere pronto nel pomeriggio. Ma prima di metterlo sul tavolo, la Germania vuole assicurarsi che abbia delle possibilità di essere accettato e non sia ’bruciatò subito. Il premier ungherese Ferencz Gyurcsany è stato invece più pessimista: «Sono pronto a comprarmi un’altra camicia», ha detto, lasciando intendere che il vertice potrebbe continuare per la seconda notte consecutiva.

Fonte: LA STAMPA.IT

commenti
  1. Elisa Vimercati scrive:

    Grazie per aver specificato in che cosa consistessero i timori della Polonia, nè dai telegiornali nè dal sito del Corriere era chiaro. Qual’è il senso del voto a doppia maggioranza, o meglio, perché 55% degli stati per 65% dei paesi membri, su che cosa si giocano queste percentuali, e non altre? E inoltre, da quanto tempo si sta preparando questo tipo di proposta? Perdona la mia non socratesca ignoranza!
    Elisa

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