Afghanistan: tra attentati e liberazioni.

Pubblicato: giugno 17, 2007 in Politica
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Fino a qualche tempo fa in Iraq si usavano le due ruote per arrivare più velocemente a destinazione, non serviva patente né registrazione di sorta ma soprattutto si evitavano i controlli ai posti di blocco. La situazione è cambiata da quando i kamikaze hanno preso a usare le motociclette per lanciarsi contro i loro obiettivi. Sono attentati di minore entità ma comunque letali e distruttivi. Questa tecnica è stata poi esportata ed è approdata anche in Afghanistan, dove oggi, a Mazar e Sharif, un attentatore si è fatto saltare in prossimità di un convoglio militare, provocando la morte di un civile.

La notizia principale però è un’altra e ancor più drammatica. Sono 21 i morti dell’attentato compiuto questa mattina a Kabul contro un pullman delle forze di polizia afgane. Tra le vittime ci sono anche 5 stranieri, tutti istruttori: 2 giapponesi, 2 pakistani e un coreano. Si tratta del più grave attacco sucida (rivendicato dai talebani) mai commesso in Afghanistan dal dopoguerra a oggi.

La buona notizia è invece che, dopo 3 mesi di prigionia, sono stati oggi consegnati all’avvocato di Rahmatullah Hanefi i documenti relativi al proscioglimento del suo assitito. L’effettiva scarcerazione è quindi prossima. Attualmente Hanefi è in ospedale a causa di una crisi renale conseguente alle durissime condizioni di vita cui è stato costretto in prigione.

EF

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