G8 di Genova: dopo sei anni le prime verità

Pubblicato: giugno 14, 2007 in Politica
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Di ieri sono le nuove dichiarazioni di Michelangelo Fournier (all’epoca del G8 di Genova vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma), sulle violenze presso la scuola Diaz, per cui 28 agenti sono sotto inchiesta. Dopo sei anni arrivano dunque le prime verità.

«Arrivato al primo piano dell’istituto – ha detto Fournier – ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana». Precedentemente aveva dichiarato «Sono rimasto terrorizzato e basito – ha spiegato – quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: “basta basta” e cacciai via i poliziotti che picchiavano».

Poche considerazioni in merito ai fatti di Genova e della scuola Diaz. Mi limito solo a sottolineare come negli altri paesi non si siano visti simili picchi di violenza, portati all’estremo anche da chi ha la delega all’uso ‘lecito’ della violenza, lo Stato. Le scene dei ragazzi sanguinanti, distesi di peso sulla barella, hanno fatto il giro del mondo. Non me la sento però neanche di criticare in generale i poliziotti (fermo restando che quelli commessi alla Diaz sono stati evidenti abusi del potere che noi gli affidiamo), per la durezza dimostrata in quei giorni. Cos’altro avrebbero dovuto fare? Restare immobili davanti alle orde di delinquenti la cui posizione politica è il solo sanpietrino che stringono in mano? La verità è che di errori se ne commisero da entrambe le parti. Essere pacifisti e manifestare contro le politiche economiche è cosa ben diversa dal lancio del sasso. Bisognerebbe prendere esempio dai cortei contro la mafia: allo stesso modo si potrebbe urlare contro lo Stato, i politici, le amministrazioni, tirare sassi e rompere tutto, ma non accade, anche se, da un certo punto di vista, si tratta anche in quel caso di pacifisti, di uno spessore e di una qualità però molto più elevati. Si sfila ordinati, seri, duri nelle proprie posizioni. Niente sassi, niente maschere. Questo dovrebbe essere l’atteggiamento anche davanti a capi di governo presenti al G8, dimostrare la dignità delle proprie idee. Non appena il primo sanpietrino viene lanciato però tutta crolla, resta solo il chiasso inutile della violenza che chiama a sé altra violenza.

EF

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