Charles Taylor, ex presdiente della Liberia, è alla sbarra presso la Corte Penale Internazionale dell’Aja, ma nel giorno dell’udienza non si presenta in tribunale e rifiuta la corte. L’ex signore della guerra doveva comparire ieri davanti ai giudici del TPI per rispondere di una serie di crimini quali omicidio, terrorismo, stupro, uso di bambini soldato, riduzione in schiavitù, oltraggio alla dignità personale, mutilazioni, saccheggi, crimini di guerra e mancato rispetto delle leggi umanitarie internazionali. La particolarità di questo processo è che per la prima volta davanti al TPI viene giudicato un leader africano.

La guerra civile in Liberia inizia il 24 dicembre del 1989, quando un centinaio di ribelli del Fronte Nazionale Patriottico della Liberia (NPFL), con l’appoggio delle truppe regolari del Burkina Faso, attaccano dalla Costa d’Avorio una città alla frontiera della contea di Nimba. E’ l’inizio della guerra civile che sconvolge la Liberia per dieci anni. Charles Taylor, fuggito dalle carceri americane in un modo rocambolesco e leggendario, diventa il leader di questo gruppo armato che non ha alcun obiettivo politico se non il potere per il potere. Taylor entra così nel commercio internazionale dei diamanti che fa capo alla Sierra Leone, a lui vengono consegnate le gemme in cambio di materiale e sostegno bellico. Nel 1997 l’ONU organizza libere elezioni in Liberia e Taylor, facendo leva sul sentimento di terrore con cui ha sempre sottomesso città e villaggi, le vince. I suoi uomini ormai al potere, non mitigano la loro ferocia, continuano i saccheggi e le mutilazioni, spesso inferte ai bambini mediante il taglio delle mani o delle braccia. In dieci anni di guerra la Liberia conta 250 mila vittime e la Sierra Leone 80 mila.

Come sottolinea Mario Giro nel suo articolo ‘I signori della guerra’ (Limes 3/2006), l’NPFL era ‘il prodotto incerto di una nuova epoca  e di un nuovo modo di fare la guerra’ che mirava esclusivamente  al controllo delle fonti di ricchezza nazionale. Ma da dove nascono tutti questi movimenti paramilitari? Finita la Guerra Fredda e rotta la catena bipolare che governava i movimenti strategici nel mondo, in Africa si sviluppano una serie di milizie e movimenti armati alternativi che scatenano guerre non dipendenti da alcun equilibrio, che Bernard-Henry Levy ha definito ‘guerre senza senso, guerre atee’. Si combatte per un potere momentaneo, conquistando ma distruggendo presto le fonti di ricchezza.

Pensare che queste fazioni paramilitari siano il risultato di soli conflitti etinici sarebbe errato, spesso rappresentano l’unica alternativa alla fame per numerosi giovani africani. L’assenza di uno Status sociale minimo, di istruzione e di solide prospettive per il futuro, dalla fine degli anni Settanta ha prodotto ‘una massa considerevole di giovani maschi senza lavoro né risorse che non possono sposarsi né mettere su famiglia’. Si combatte per sopravvivere e così facendo si viene rifiutati dalla società e dai propri clan. Taylor stesso giunse a mostrare ai suoi giovani guerriglieri il film Rambo First Blood, dove il reduce del Vietnam, rifiutato dalla società, viene letteralmente riportato dalla polizia nel bosco oltre il fiume. Da quel momento in poi Rambo compie una battaglia quotidiana per essere riammesso nel contesto urbano e sociale da cui era stato espulso. Con questa stessa ideologia Taylor addestra i suoi uomini: riprendersi con le armi ciò che è stato loro tolto.

Charles Taylor nel marzo 2006 è stato arrestato in Nigeria, dove si era rifugiato nel 2003 quando Monrovia era assediata dai ribelli.

EF

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