Contatti

Se volete scrivermi, chiedermi articoli inchieste, contattatemi all’indirizzo mail eftorsello(at)gmail(dot)com, vi risponderò nel più breve tempo possibile.

Commenti
  1. Alexandre Dossat scrive:

    Buon giorno dottor Torsello,

    I would like to invite you to a breakfast meeting with Pier Francesco Guarguaglini, CEO of Finmeccanica and President of the AeroSpace and Defence Industries Association of Europe (ASD), on Thursday 15 April in Brussels. It will be a free discussion, on topics which will include the new ethics principles adopted by the European aerospace and defence industry, current developments in the European Security and Defence policy field, industrial cooperation in aerospace and defence, etc. This can be extended to topics which you would like to cover yourself.

    This invitation is sent to a small group of journalists including the correspondents of Jane’s and Defence News, Dow Jones / The Wall Street Journal and Agence Europe. ANSA would be the only Italian media invited.

    Should you be interested, please do not hesitate to get back to me. I will confirm the exact time and location as soon as possible.

    Best regards,

    Alexandre

    Alexandre Dossat

    PR & Communications Manager

    ASD – AeroSpace and Defence Industries Association of Europe

    Tel: +32 2 775 81 33

    Fax: +32 2 775 81 12
    http://www.asd-europe.org

  2. Rinnoviamo il nostro appello a favore dei richiedenti asilo
    politico bloccati in Libya. Chiediamo che venga trovata una reale soluzione al
    problema, con un progetto di reinsediamento dei rifugiati e bisognosi di
    protezione internazionale in Europa.

    La situazione attuale dei 400 eritrei e di circa 3000 tra Somali, Sudanesi,
    Etiopi ed Eritrei bloccati dal muro di gomma voluto dall’Europa, è una
    condizione di totale abbandono, gente che sopravive accettando lavoro che gli
    riduce a nuovi schiavi, donne costrette a prostituirsi, situazioni non più
    tollerabili di degrado della dignità umana.

    La sorte che ha toccato gli Eritrei “liberati” dal carcere di
    Al-Braq, quella di vivere la vita da barboni con un permesso di soggiorno per
    tre mesi in mano. Tra tre mesi torneranno clandestini, perché non potranno
    presentare un documento di riconoscimento rilasciato dalle autorità del paese
    di origine. Ecco perché chiediamo una soluzione vera al problema di questi
    richiedenti asilo politico eritrei, somali, sudanesi, etiopi.

    Torniamo a chiedere all’Italia di fare il primo passo offrendo a queste persone
    un’accoglienza nel su territorio, almeno a quelle persone che gli e stato
    negato l’ingresso in Italia, che sono state riconsegnate dalle autorità
    italiane a quelle libiche come ha confermato lo stesso ministro libico, 250
    eritrei sono state riconsegnate dai militari italiani a quelli libici.

    Sappiamo che l’Italia può mostrare il suo volto più umano, lo ha gai fatto
    anche in passato accogliendo circa 130 eritrei con il programma di
    reinsediamento dalla Libya.

    Questa esperienza positiva che da un ingresso legale, protetto ai richiedenti
    asilo politico, cosi non sono costretti ad affidarsi nelle mani dei trafficanti
    è rischiando la vita nel mare.

    Il mediterraneo è già un cimitero a cielo aperto per centinaia di migranti,
    ricordiamo quello accaduto un anno fa che morirono 73 eritrei nel indifferenza
    totale dei paesi che si affacciano nel mediterraneo, in particolare di quelli
    che hanno il compito di pattugliamento congiunto, in primis Frontex che
    dovrebbe prevenire rischi del genere, non ha fatto nulla per salvare quelle
    vite umane. Un anniversario doloroso per noi che abbiamo visto morire i nostri connazionali
    giovanissimi, con tanta voglia di vivere, di speranza in una nuova vita da costruire
    in Europa, sognando libertà, democrazia e benessere.

    Aprite una porta !!! Chi è disperato, chi fugge da persecuzioni, guerre,
    catastrofi naturali possa entrare trovare rifugio.

    don. Mussie Zerai

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