La morte dimenticata di un carabiniere in Algeria

Sulla morte di Cristiano Brigotti in internet c’è poco. Nelle agenzie stampa ancora meno (appena la notizia della morte nello “storico” dell’Ansa). Carabiniere, 30 anni, sopravvissuto all’attentato di Nassirya, Brigotti è morto in circostanze poco chiare in un appartamento ad Algeri, il 12 dicembre del 2006. E nel resoconto di polizia e ambasciata, non mancano le stranezze. La prima? Nel nostro Paese nessuno ha mai portato la vicenda agli onori delle cronache.
Ma andiamo con ordine e torniamo indietro al 2006, al 12 dicembre. Poco prima di Natale.
Stando a quanto scrive la Polizia algerina in un rapporto, il corpo di Cristiano viene ritrovato nella vasca da bagno del suo appartamento ad Algeri, in un ambiente saturo di gas. Ma – secondo quanto scrive anche Massimo Lugli nell’articolo comparso oggi su Repubblica di Roma – il referto della prima autopsia parla di avvelenamento da monossido di carbonio, un gas perfettamente inodore. Una lettera dell’ambasciatore Verderame, inoltre, di cui diversi anni dopo è entrato in possesso Francesco Bianchi, legale della famiglia Brigotti, cita una misteriosa ragazza con cui si sarebbe incontrato Cristiano e che si sarebbe presentata all’appartamento poco dopo il ritrovamento del corpo. Un particolare, quello della ragazza, che non torna né ai genitori né agli inquirenti: perché il carabiniere avrebbe dovuto partire per l’Algeria (Paese ritenuto ad alto rischio per gli occidentali) per una fuga d’amore, senza dir nulla né alla famiglia né lasciare la fidanzata in Italia? C’è poi un’ultima discordanza che potrebbe però non essersi verificata grazie ad una serie fortunata di circostanze: se l’appartamento fosse stato effettivamente saturo di gas, con buona probabilità ci sarebbe stata un’esplosione.
Infine c’è la questione del computer del carabiniere: poco tempo dopo la morte di Cristiano, con una banale scusa, un suo commilitone l’ha ottenuto dalla famiglia e ad un’analisi successiva diverse cartelle sono risultate cancellate. Cosa cercavano i carabinieri nel computer del loro collega?
Il dubbio dei genitori è che Cristiano Brigotti sia stato arruolato dai Servizi Segreti per una qualche missione in Algeria e per circostanze ancora da chiarire vi abbia trovato la morte. La versione ufficiale lo vuole in congedo e in vacanza all’estero per studiare l’arabo.
Inquietante anche un passaggio del comunicato emesso il 13 dicembre 2006 dall’ambasciata italiana e riportato dall’Ansa: “Al momento non ci sono motivi che facciano pensare ad altre cause di morte”. Quasi si volesse mettere le mani avanti, ancor prima dell’autopsia sul corpo del ragazzo.
Nei prossimi mesi, infine, saranno resi noti i risultati dell’esame autoptico effettuato nei giorni scorsi sul corpo di Cristiano, a tre anni dalla morte. A dare mandato al medico legale è stato il pm Palamara, a cui il legale della famiglia Brigotti si è rivolto per riaprire le indagini.
E chi sa qualcosa, parli.

EF

Fonti: Repubblica – Archivio storico Ansa

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APPROFONDIMENTO: INCHIESTA DI RAINEWS24 - Il servizio di CHI L’HA VISTO 

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4 Risposte a “La morte dimenticata di un carabiniere in Algeria”

  1. domenico Dice:

    Cristiano era un mio caro amico collega, ricordo che era un ragazzo semplice di una grande umiltà. La notizia della sua morte l’ho scoperta per caso su internet, non avrei mai immaginato tutto questo, ci sono rimasto male.
    ciao Cristiano

    • Redazione Dice:

      Mi dispiace……Ma non immagini per quale motivo possa essere partito?

      Emilio

      • Cristina Dice:

        Io conoscevo Cristiano, mi telefonò qualche tempo prima della sua morte, confermandomi esattamente la versione letta sopra. Mi parlò della ragazza in Algeria e ricordo che aveva anche una foto insieme a lei su internet. Mi disse che sarebbe partito congedandosi dall’Arma per imparare l’arabo.Ho un ricordo “sbiadito” della telefonata, ma questi punti erano talmente “strani” che li ricordo chiaramente.

  2. angi Dice:

    Sono una cara amica di Cristiano. Confermo la versione della ragazza in Algeria. Ne avevo diffusamente parlato a me e ad altri cari amici comuni dell’Arma di Laives. Non sapevo di questo mistero sulla sua morte, l’ho appreso solo stasera su Chi l’ha visto?.Con Cristiano abbiamo davvero parlato a lungo di questa ragazza e dell’attività che avrebbe voluto aprire ad Algeri.

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