“Aggiornamento molto rapido. E´ l´una e 38. Finito ora di remare. Quest´avventura non e´ mai stata una gara contro il tempo, l´abbiamo sempre detto, ma da due giorni lo e´ diventata. Le previsioni meteo di manubrio, ultimamente, davano la ricomparsa di forte vento da W a partire dal 14 in poi e nonostante avessi sempre sperato in un improvviso cambiamento, il cambiamento ancora non si e´ verificato e ogni bollettino conferma quello precedente. Il resto lo avete saputo da Francesca. Ora la gara si fa sul tempo per non dover arrivare a terra di notte o, peggio ancora, beccarmi il vento proprio sul finire.”
E’ questo l’ultimo diario di Bordo scritto l’11.12.08 da Alex Bellini e inviato al suo sito internet. L’ultimo aggiornamento prima della resa. Alla fine la tempra di Alex non ha retto. L’umanità ha prevalso sulla volontà e sul coraggio, il mare ha fatto il resto. Doveva attraversare il Pacifico sulla sua canoa “Rosa AtacamaII” ma a sole 65 miglia (circa 120 km) nautiche dalla costa australiana, stremato dalla fatica, ha chiamato i soccorsi. Fino a quel momento, dopo essere partito dal Perù, aveva percorso oltre 18mila chilometri. Una distanza enorme per due braccia e una canoa.
Pochi commenti e un grande rispetto. Nella nostra società ormai, dove tutti siamo addormentati dalla quotidianità e dalla routine, forse uno come Alex può apparire ”strano” o peggio ancora ”folle”. In realtà è forse uno dei pochi che, confrontandosi con se stesso e con la natura, riesce ancora ad avvertirsi come uomo.
EF















