Nuove minacce dalla mafia al giornalista Lirio Abbate

Lirio Abbate

“Vorrei sapere come Bagarella (in carcere) ha saputo quale sia l’abbreviazione da me usata per firmare le notizie ANSA e come faccia a conoscere i miei spostamenti, scrivendo nelle lettere anche quali vestiti indosso”, queste le parole con cui Lirio Abbate ha denunciato oggi al tg1 delle 20 le minacce ricevute da Cosa Nostra. Sotto scorta da sette mesi, il giornalista dell’ANSA ha deciso di non fuggire dalla propria terra, continuando a informare e a scrivere le verità e le collusioni tra boss e politica. Il giornalismo, insomma, in questo caso non è più solo una professione ma una vera e propria vocazione. “Adesso – ha denunciato Abbate – le minacce arrivano anche alla mia famiglia”.
I gesti e le parole di solidarietà gli giungono da più parti ma sono ancora pochi. La politica latita.

“A Palermo come a Casal di Principe è importante che Stato e società civile facciano sentire la loro presenza a chi si batte in prima fila contro la mafia – ha scritto alcuni giorni fa Articolo21, citando poi un’espressione di Rosaria Capacchione, giornalista de “Il Mattino”, minacciata dalla camorra -, è importante che l’informazione assicuri una ’scorta mediatica’ al lavoro dei cronisti impegnati a denunciare gli affari criminali di mafia e associati”. Lo Stato si svegli.

EF

Approfondimenti:

“Mangano:se un mafioso diventa eroe”, di Lirio Abbate.

- Senza intercettazioni Riina, Provenzano e Brusca non sarebbero stati catturati: intervista di Articolo21 al magistrato Antonio Ingroia

 

2 Risposte a “Nuove minacce dalla mafia al giornalista Lirio Abbate”

  1. Saamaya Dice:

    la corruzione non ha confini.

  2. Redazione Dice:

    Non ha confini e soprattutto sembra davvero reggere in piedi questo Paese…

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