Casalesi: ondata di arresti in diverse regioni italiane

Ne hanno arrestati trentadue, tra Caserta, Roma, Modena, Arezzo e Firenze. Sono sempre loro: i casalesi. Divisi tra le famiglie Bidognetti e Tavoletta-Campiello, sono tutti accusati a vario titolo di omicidio, tentato omicidio, estorsione, illecita concorrenza, traffico di droga e porto e detenzione illegale di armi.Tra gli arrestati anche Raffaele Bidognetti (34 anni), figlio del boss, e Paolo Schiavone, figlio di Francesco, cugino e omonimo di Sandokan.
Le tre famiglie erano attive nel casertano ma avevano legami anche con gli spacciatori di Scampia, all’interno di un commercio di stupefacenti che raggiungeva le regioni del Nord. Ma non è tutto. Secondo gli inquirenti, infatti, i casalesi taglieggiavano numerosi commercianti, imponendo spesso anche i prodotti che diverse macellerie dovevano vendere.

Le indagini che hanno permesso gli arresti partirono nel 2003, dopo la cosidetta faida di San Michele, quando (29 settembre 2003) in via Chiesa, a Villa Literno, due sicari dei Tavoletta-Cantiello affrontarono cinque giovani della famiglia Bidognetti, all’epoca rivale: morirono Vincenzo Natale, un pregiudicato di 25 anni, e Giuseppe Rovescio, di ventiquattro. Vittime giovanissime di una guerra cieca e assurda.

Dopo il maxisequestro, avvenuto il 26 maggio scorso, e a pochi giorni dalla sentenza del processo Spartacus che ha comminato 16 ergastoli, gli arresti di oggi indeboliscono un clan che purtroppo più volte si è rivelato invece massiccio e sempre capace di riciclare gli arrestati con nuovi volti.

EF

 

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