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	<title>Commenti a: Gli spari di Sivlio</title>
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		<title>Di: Elisa</title>
		<link>http://eftorsello.wordpress.com/2008/04/19/gli-spari-di-sivlio/#comment-1469</link>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 10:57:17 +0000</pubDate>
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		<description>Riguardo alla campagna elettorale appena conclusa, ho anch&#039;io avuto l&#039;impressione, guardando le conferenze stampa su Raidue, di avere di fronte giornalisti che non facevano il loro mestiere. E il mestiere del giornalista richiede preparazione, come tutte le professioni (e molto più di altre professioni): non tutti sono capaci di fare il giornalista. I giornalisti che abbiamo visto (e la domanda del tibet è stata posta da Gianni Riotta, direttore del TG1) non sono degli incompetenti; diciamo però che hanno &quot;dimenticato&quot;, messo nel cassetto (più per scelta di chi sta sopra di loro, immagino e spero, che per loro scelta personale), la loro competenza. Non solo: ho guardato la rassegna stampa dei giorni successivi, e ho visto un atteggiamento diverso verso due partiti più piccoli come &quot;I grilli parlanti&quot; e &quot;Per il bene comune&quot;, non perché sia aumentata di molto la competenza, ma perché è aumentata la spocchia: in certi momenti era palese che i giornalisti pensassero &quot;ma quanto è ridicolo questo che mi parla&quot;; il che può essere. Ma l&#039;impressione è stata questa: della persona piccola di fronte ai &quot;grandi&quot; e grande di fronte ai &quot;piccoli&quot;. Giornalisti con un pensiero fondamentalmente non libero. La prima critica che viene da fare è ai giornalisti per primi, ma bisogna pensare a quanto la loro non-libertà dipende da altri, e quanto da loro (io credo dipenda da ENTRAMBE le cose).
Se qualcuno rispondesse a queste implicite domande, ringrazio: guardando i telegiornali mi chiedo spesso quanto sia libero e capace davvero il nostro giornalismo, almeno quello televisivo, che vedo sui tre canali RAI e i tre di Mediaset, e cosa si sta facendo per modificarne la struttura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riguardo alla campagna elettorale appena conclusa, ho anch&#8217;io avuto l&#8217;impressione, guardando le conferenze stampa su Raidue, di avere di fronte giornalisti che non facevano il loro mestiere. E il mestiere del giornalista richiede preparazione, come tutte le professioni (e molto più di altre professioni): non tutti sono capaci di fare il giornalista. I giornalisti che abbiamo visto (e la domanda del tibet è stata posta da Gianni Riotta, direttore del TG1) non sono degli incompetenti; diciamo però che hanno &#8220;dimenticato&#8221;, messo nel cassetto (più per scelta di chi sta sopra di loro, immagino e spero, che per loro scelta personale), la loro competenza. Non solo: ho guardato la rassegna stampa dei giorni successivi, e ho visto un atteggiamento diverso verso due partiti più piccoli come &#8220;I grilli parlanti&#8221; e &#8220;Per il bene comune&#8221;, non perché sia aumentata di molto la competenza, ma perché è aumentata la spocchia: in certi momenti era palese che i giornalisti pensassero &#8220;ma quanto è ridicolo questo che mi parla&#8221;; il che può essere. Ma l&#8217;impressione è stata questa: della persona piccola di fronte ai &#8220;grandi&#8221; e grande di fronte ai &#8220;piccoli&#8221;. Giornalisti con un pensiero fondamentalmente non libero. La prima critica che viene da fare è ai giornalisti per primi, ma bisogna pensare a quanto la loro non-libertà dipende da altri, e quanto da loro (io credo dipenda da ENTRAMBE le cose).<br />
Se qualcuno rispondesse a queste implicite domande, ringrazio: guardando i telegiornali mi chiedo spesso quanto sia libero e capace davvero il nostro giornalismo, almeno quello televisivo, che vedo sui tre canali RAI e i tre di Mediaset, e cosa si sta facendo per modificarne la struttura.</p>
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