Due bombe ad Algeri fanno notizia per un semplice motivo: la normalità che mandano in frantumi, le vittime, il sangue, la paura. A tutti questi ’accidenti’ la capitale algerina si era ormai disabituata. Non dico che li avesse dimenticati, ma per lo meno non accadevano più ormai da molto. I morti accertati sono sessantasette. Molti universitari, uccisi nel quartiere universitario di Ben Aknoun, e diversi bambini, mentre sono almeno dieci le vittime tra i funzionari dell’ONU che stavano lavorando negli uffici dell’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR/ACNUR), in Rue Emile Payen n°9, quartiere Hydra. Dell’edificio c’è rimasto ben poco.
Tutto sarebbe stato architettato ed eseguito mediante due autobombe, esplose quasi in contemporanea e rivendicate via internet da Al Qaeda per il Maghreb. La solita, tremenda, prassi di morte.
EF





