Dicembre 31, 2007

Con una cerimonia tenuta questa mattina a El Fasher, è stata ufficialmente inaugurata la missione di pace congiunta di Unione Africana (Ua) e Onu che avrà il compito di accompagnare il processo di pace cominciato a fine ottobre a Sirte (Libia) per porre termine al conflitto interno in Darfur, la regione nell’ovest del Sudan teatro dal febbraio 2003 di un conflitto interno che ha causato una grave crisi umanitaria. A El Fasher, capitale del Nord Darfur (uno dei tre stati in cui si divide l’omonima regione), i rappresentanti della Ua e delle Nazioni Unite hanno simbolicamente scambiato i rispettivi berretti (verdi per i primi, blu per i secondi) avviando una collaborazione che si farà forte di un contingente di pace di 26.000 uomini – 20.000 militari e 6.000 tra poliziotti e personale amministrativo – e proverà a chiudere quattro anni e mezzo di scontri tra diversi gruppi ribelli ed esercito che hanno causato due milioni e mezzo di sfollati e un numero di vittime che varia, a seconda delle fonti, da alcune migliaia a 200.000. La missione (Unamid, Missione in Darfur di Nazioni Unite-Unione Africana) includerà i 7000 militari e i 1200 poliziotti che dal 2004 si trovano dispiegati in Sudan per conto dell’Ua oltre ad alcuni caschi blu che già si trovano nell’area. La missione, composta in prevalenza con il contributo dei paesi africani per rispondere a una precisa richiesta del governo di Khartoum – avrà il suo quartier generale a El Fasher, ma la sua effettiva capacità operativa dipenderà anche dalla fornitura di aerei ed elicotteri non ancora a disposizione. “La situazione in Darfur non cambierà dall’oggi al domani – ha detto Rodolphe Adada, comandante della Unamid – pensiamo tuttavia che la nostra presenza possa contribuire a migliorare la situazione della sicurezza in Darfur e a creare un clima favorevole per una risoluzione pacifica del conflitto”.
Fonte: MISNA
Lascia un commento » |
Darfur, ONU, Sudan, UA, Unione africana | Messo il tag: Darfur, ONU, Sudan, UA, Unione africana |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 31, 2007
Dopo la notizia che il successore di Benazir Bhutto sarà il figlio Bilawal e la diffusione delle mail in cui comparivano i nomi di quanti l’avrebbero voluta morta, oggi arriva una conferma indiretta (agenzia Afp) sulla data delle elezioni: un ufficiale di gabinetto pakistano avrebbe affermato che il voto, previsto per l’8 gennaio, sarà posticipato di 4 settimane. La decisione ufficiale della Commissione elettorale è prevista per domani.
EF
Lascia un commento » |
Benazir Bhutto, Pakistan, elezioni | Messo il tag: Benazir Bhutto, elezioni, Pakistan |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 30, 2007
Giuseppe Demasi, 26 anni, il settimo operaio rimasto ferito nell’incidente alla Tyssenkrupp di Torino, non ce l’ha fatta, è morto oggi dopo che tre interventi chirurgici hanno tentato di salvarlo. Demasi era l’ultimo sopravvissuto alla strage, l’ultimo che avrebbe potuto raccontare la verità sull’incidente e sulle condizioni di lavoro alla “Thyssen”.
EF
EF
Lascia un commento » |
lavoro | Messo il tag: lavoro |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 30, 2007
Il 28 sdicembre del 2006, le truppe etiopi invadevano la Somalia per far fronte alla minaccia delle Corti islamiche che avevano preso il potere a Mogadiscio. Senza l’avallo degli USA e fomentata dalle minacce dei ribelli nei confronti di Addis Abeba, la missione è andata progressivamente complicandosi ed ora i soldati etiopici si trovano bloccati in un pantano da cui sembra impossibile uscire, senza abbandonare la Somalia in un caos peggiore di quello attuale. L’ultimo dato registra l’uccisione del portavoce del sindaco di Mogadiscio, investito questa mattina dall’esplosione di una bomba radiocomandata.
(EF)
Di seguito riporto una scheda storica della Somalia, tratta dal sito di Peacereporter.
Sotto il controllo dell’Egitto dal 1875, parte del territorio somalo cade sotto il controllo inglese nel 1887 approfittando dell’invio delle truppe egiziane nel vicino Sudan per sedare la rivolta dei dervisci. Il quadro politico della regione si complica ancor di più con l’arrivo sulla scena dell’Italia, che a fine ‘800 stabilisce alcuni avamposti sul territorio. Solo nel 1936 però l’Italia organizzerà i territori coloniali, unificando Etiopia, Eritrea e la parte della Somalia sotto il suo controllo.
Con la fine della seconda guerra mondiale e la sconfitta italiana il problema della Somalia viene affidato all’Onu, che decide per un’amministrazione temporanea in mano italiana della durata di 10 anni prima della concessione dell’indipendenza, che viene proclamata il 1 luglio del 1960. Il paese prende il nome di Somalia grazie all’unione dei territori in precedenza sotto il controllo britannico e italiano.
Il primo presidente, Aden Abdullah Osman Daar, viene sconfitto alle elezioni del 1967 da Abdi Rashid Ali Shermarke, e qui cominciano i problemi per la Somalia. Appena due anni dopo infatti un colpo di stato militare rovescia il presidente e porta al potere il generale Mohammed Siad Barre, che governerà con pugno di ferro la nazione fino al 1991.
Barre trasforma la Somalia in uno stato socialista e si lega all’Urss, con cui i rapporti si incrineranno a seguito della guerra scoppiata contro l’Etiopia nel 1977 per il possesso della regione dell’Ogaden. Dopo aver subito una sconfitta dopo l’altra l’esercito somalo si ritira, anche se il vero e proprio trattato di pace verrà firmato solo nel 1988. Intanto, anche all’interno la situazione diventa instabile a causa della discriminazione che Siad Barre opera nei confronti dei clan nemici. La rivolta armata dei clan scoppia nel 1982, ma una vera e propria coalizione fra questi si avrà solo nel 1989 quando sotto il controllo del governo centrale saranno rimasti solo pochi territori attorno alla capitale. Nel gennaio del 1991 la situazione diventa disperata per Barre, che decide di fuggire in Nigeria lasciando il paese nel caos.
La lotta contro il regime di Barre si rivela infatti molto più facile per i clan somali che il trovare un accordo per governare il paese: negli anni successivi gli scontri tra le varie fazioni armate per il controllo del territorio provocheranno la morte di circa 350.000 persone. Nel 1992 sbarcano i primi marines americani, avanguardia di una vera e propria missione umanitaria dell’Onu che ha come scopo l’assistenza alla popolazione civile. Ben presto però la forza di pace viene coinvolta nella guerra civile somala e tenta più volte di catturare il signore della guerra Mohammed Farah Aidid, ritenuto l’ostacolo più serio a un accordo tra le parti. Gli scontri tra le forze Onu e le milizie somale si intensificheranno, portando alla morte di 1.000 locali e di 158 tra marines e Caschi Blu. Nel febbraio del 1995 il contingente Onu si ritira, lasciando il paese in balia del suo destino.
Dalla caduta di Siad Barre fino al 2004 la Somalia si ritrova senza un governo riconosciuto. La auto-nomina di Aidid a presidente avvenuta nel 1995 non viene infatti riconosciuta dalle altre fazioni armate, e successivamente ben 13 tentativi di arrivare a un accordo di pace falliranno miseramente fino al 2004. Nel febbraio infatti le principali fazioni armate decidono di firmare un accordo di pace a Nairobi, in base al quale viene nominato un Parlamento di transizione che nell’ottobre 2004 elegge Abdallah Yusuf Ahmed come presidente. Il mese dopo Mohammed Ghedi viene nominato primo ministro.
Nel 2006, le Corti islamiche hanno acquisito il controllo di Mogadiscio e di buona parte del sud del Paese, confinando le truppe governative, aiutate da contingenti etiopi, nei dintorni della città di Baidoa. Quello delle Corti è il primo, vero tentativo militare di arrivare a controllare l’intera Somalia, visto che le numerose forze armate presenti sul territorio dalla guerra civile in poi non hanno la forza per realizzare un simile progetto.
Fonte: PEACEREPORTER
Lascia un commento » |
Etiopia, somalia | Messo il tag: Etiopia, somalia |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 29, 2007

Quando ho saputo della morte della Bhutto ero in viaggio. Mi è arrivato un lapidario sms che recitava: “hanno ammazzato Benazir Bhutto”. Roba da togliere il fiato.
Il mondo, a quanto pare, sta cadendo in un baratro sempre più scuro, sempre più impazzito. Giornali, radio e televisioni si sono subito scatenate cercando improobabili responsabili, tutte pronte a “smontare” la tesi sbandierata da Musharraf.
In un’intervista comparsa oggi sul Corriere della Sera, Sher Baz Khan, analista del quotidiano inglese Dawn, afferma che bisogna guardare agli 007 pakistani. Riferendosi alla Bhutto, Khan ha ricordato come al suo rientro in patria avesse annunciato di “voler ristrutturare l’Isi, i nostri servizi segreti. [...] L’esercito – ha continuato Khan – può toglierti la libertà, buttarti in prigione, chiudere il giornale. E’ anche la più grande azienda del Paese, macina miliardi di dollari”. Alla tesi di Al Qaeda, ha affermato Khan all’inizio dell’intervista, in Pakistan non crede nessuno.
Un dato resta su tutti, Benazir Bhutto è stata uccisa e per il Pakistan adesso è il caos. Magdi Allam oggi ha scritto che l’islam e la democrazia non sono compatibili, ma solo esempi ‘di facciata’. E’ vero ma solo in parte, bisogna infatti apprezzare i tentativi dei governi democratici nel non aver optato per l’autoritarismo, una via indubbiamente più comoda davanti ai numerosi estremismi presenti nelle società islamiche. Sono democrazie e questo è il valore fondamentale di una positività da riconoscere. Scrivere che l’islam è ‘incompatibile’, dunque, mi sembra quantomeno azzardato e fondamentalmente poco utile. Se da un lato poi si considera un neo l’incapacità di scindere religione e stato laico, dall’altro si dovrebbe ricordare il drammatico cammino compiuto dagli europei per realizzare una democrazia indipendente dalla sfera religiosa.
Di tutta questa situazione restano i sorrisi di Benazir Bhutto, le sue parole coraggiose e le grida del corteo funebre: “Benazir sei viva”. Da qui il mondo riparta con un sostegno concreto, contro ogni estremismo e ogni autoritarismo. Utopia? Forse. Un proverbio magrebino recita: “nessuna carovana ha mai raggiunto Utopia, ma senza l’utopia non si muoverebbe alcuna carovana”.
EF
Lascia un commento » |
Benazir Bhutto, Pakistan | Messo il tag: Benazir Bhutto, Pakistan |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 25, 2007
Auguri di Buon Natale e di un sereno inizio d’anno a tutti i naviganti.
EF
Lascia un commento » |
Senza Categoria | Messo il tag: Uncategorized |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 24, 2007
Lincoln, Kennedy, Churcill, de Gaulle, ci sono tutti. Dove? In Serbia, su enormi cartelloni pubblicitari.
Da sempre rivolta verso la Russia, Belgrado ha deciso di sfruttare la fama e le frasi più famose dei discorsi dei maggiori statisti Occidentali per ribadire che il Kosovo è serbo: “Kosovo è Serbia!”, come se non fosse risultato chiaro dal fallimento di ogni negoziato sul futuro della regione. Una frase per ogni cartellone e per ogni faccione di defunti statisti: ’dobbiamo difendere ciò che è nostro, non ci arrenderemo mai’, compare accanto all’immagine di Churchill. Il leader inglese pronunciò quelle parole in un congresso contro il nazifascismo. Chiamatelo revisionismo.
Dragoslav Bokan, direttore di Arts&Crafts, agenzia di marketing a cui il governo serbo ha commissionato la ‘campagna pubblicitaria’, ha sottolineato come questa singolare operazione voglia “ricordare ai cittadini come gli stessi leader occidentali, in passato, abbiano ribadito che è giusto difendere il proprio Paese”.
Dal punto di vista politico sul Kosovo resta lo stallo. La settimana scorsa l’assemblea dell’Unione Europea ha deciso di inviare nella regione una nuova missione civile che sostiuisca quella attuale, sotto egida ONU, e che possa garantire un minimo di funzionamento burocratico e amministrativo al futuro stato del Kosovo. Il premier serbo, Voijslav Kostunica, ha reagito accusando l’Europa di voler creare uno “Stato fantoccio” sul suolo serbo.
La Serbia, che attualmente sembra avere molti più elementi in comune con l’Occidente che non più con la Russia, deve quindi risolvere la controversia sul proprio futuro: “East or West?”, ben più pressante della questione kosovara è questo enigma, sotteso a qualsiasi decisione sull’indipendenza. I poster rappresentano allora una prima risposta: siamo serbi ma anche europei.
EF
Lascia un commento » |
Kosovo, Serbia | Messo il tag: Kosovo, Serbia |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 24, 2007
Igor Chudinov è stato confermato primo ministro questa mattina dal presidente Kurmanbek Bakiyev. La notizia è stata diffusa questa mattina dai media del Kirghizistan che hanno anche ricordato come in passato Chudinov avesse già ricoperto il ruolo di ministro dell’Industria e dell’Energia. Chudinov è stato nominato dal aprtito Ak-Zhol che il 16 dicembre scorso ha vinto le elezioni conquistando 71 seggi su 90.
Fonte: PEACEREPORTER
Lascia un commento » |
Senza Categoria | Messo il tag: Kirghizistan |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 24, 2007
«Il Pkk capirà attraverso l’esperienza che il nord dell’Iraq non è un posto sicuro e che non ha nessuna possibilità di fronte ai militari turchi», questo è quanto si legge sul sito delle forze armate di Ankara all’indomani dell’ennesimo bombardamento lanciato contro postazioni del PKK. Ankara continua dunque con le operazioni mirate e le invasioni ‘mordi e fuggi’, un modo per tenere a bada i separatisti senza però ‘impantanarsi’ al modo americano.
EF
Lascia un commento » |
Iraq, Turchia, kurdistan | Messo il tag: Iraq, kurdistan, Turchia |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 20, 2007
«Sfortunatamente, la possibilità di raggiungere una posizione negoziata è adesso esaurita e, al momento, le posizioni delle due parti rimangono diametralmente opposte». Queste le parole del nostro ministro degli esteri Massimo D’Alema sul futuro del Kossovo, al termine dei lavori del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. E allora cosa resta da fare? Decidere per una missione europea che allontani lo spettro di un ennesimo intervento americano nella regione e scongiuri al contempo il riacuirsi della crisi. L’unica soluzione sul tavolo sembra ormai questa. D’Alema ha fornito anche i dettagli della missione, decisa il 14 dicembre scorso, definendola «di gran lunga la più grande operazione europea mai avvenuta, coerente con le risoluzioni Onu di pertinenza e con il diritto internazionale. Va oltre gli aspetti operativi -ha continuato il ministro - perché conferma al più alto livello la volontà europea di giocare un ruolo determinante nel processo di stabilizzazione democratica dei Balcani e del Kosovo». Staremo a vedere i futuri passi della messa in opera di questo progetto, fin ora dal sapore un po’ sciapo. Con la speranza che non rispecchi l’indecisione e le divisioni dell’Europa di oggi.
EF
Lascia un commento » |
Europa, Kosovo | Messo il tag: balcani, Europa, Kosovo |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 20, 2007
E’ stato rimandato di altri sei mesi il referendum che dovrà decidere sullo stato futuro della città di Kirkuk. Il governo del Kurdistan e quello centrale di Baghdad hanno infatti conocrdato sul prolungamento, fino alla fine del primo semestre del 2008, della missione United Nations Assistance Mission for Iraq.
Secondo Asian News, a gennaio inizierà il processo per facilitare la messa in atto dell’articolo 140 della Costituzione irachena, secondo cui un referendum deve decidere se annettere alla regione semiautonoma del Kurdistan la città di Kirkuk oppure se affidarla all’amministrazione centrale.Visti gli immensi giacimenti petroliferi presenti nel sottosuolo della regione (circa il 70% di tutte le riserve del Paese), quella su Kirkuk si presenta come una decisione assai complessa. Difficile sperare infatti che, una volta ottenuto l’accesso al petrolio e ai proventi che da questo deriverebbero, il Kurdistan non chiederebbe l’indipendenza.
EF
Lascia un commento » |
Iraq | Messo il tag: Iraq |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 19, 2007
Proprietà del logo: Thyssenkrupp
E’ morto questa mattina all’ospedale Villa Scassi di Genova, Rosario Rodinò, 26 anni, il sesto operaio rimasto gravemente ferito nell’incendio alle acciaierie Thyssenkrupp di Torino.
EF
1 Commento |
ThyssenKrupp, lavoro | Messo il tag: lavoro, ThyssenKrupp |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 18, 2007
Introdotto ieri dalla riunione del Consiglio tra i ministri degli Esteri e dell’Economia, il XXXIV Vertice del Mercato comune dei paesi del Cono Sud (Mercosur) entra oggi nel vivo con l’arrivo dei presidenti dei paesi del blocco, Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela (il cui ingresso non è stato ancora ratificato). Tra i temi in agenda, l’esame di nuove strategie per ridurre le cosiddette ‘asimmetrie’ tra le nazioni economicamente più forti e i soci più deboli – ma per stessa ammissione del ministro dell’Economia uruguayano, Danilo Astori “non è stato ancora possibile concretizzare progressi significativi” – oltre all’annunciata firma di un Trattato di libero scambio con Israele. Parteciperà al vertice anche il commissario europeo per la politica economica e monetaria dell’Unione Europea (Ue), Joaquín Almunia, che firmerà un ‘memorandum di intenti’ con cui i 27 “stanzieranno 50 milioni di euro di aiuti per la cooperazione non rimborsabili al processo di integrazione regionale”.
Fonte: MISNA
Lascia un commento » |
Senza Categoria | Messo il tag: Mercosur |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 18, 2007
Il partito del presidente Kurmanbek Bakiev, arrivato al potere a seguito della “rivoluzione dei tulipani” del 2005, ha vinto le elezioni legislative. Secondo i risultati quasi definitivi, la formazione al potere ha ottenuto il 48 per cento dei voti e tutti i seggi del parlamento. L’opposizione aveva minacciato di boicottare le elezioni per protestare contro una riforma sostituzionale ed elettorale, approvata a fine ottobre, che favorisce il partito del presidente. L’Osce ha definito il voto “non democratico”.
Fonte: Internazionale
Lascia un commento » |
Senza Categoria | Messo il tag: Kirghizistan |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 18, 2007
La delegazione del Giappone ha promesso uno stanziamento di 150 milioni di dollari in aiuti alla popolazione palestinese. Abu Mazen, dal canto suo, ha presentato un programma di sviluppo biennale (2008-2010). L’ultima conferenza di questo genere si tenne a Parigi nel 1996.
EF
Lascia un commento » |
Israele, Palestina | Messo il tag: Israele, Medio Oriente, Palestina |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 18, 2007
Le elezioni presidenziali in Libano sono state rimandate per l’ennesima volta, la nona, e si svolgeranno il 22 dicembre. In teoria.
Maggioranza e opposizione starebbero infatti trattando le opportune modifiche da apportare alla Costituzione che non permetterebbe al candidato Michel Suleiman – attualmente generale dell’esercito - di ricoprire la carica presidenziale.
La presidenza è vacante dal 24 novembre scorso, quando è scaduto il mandato di Emile Lahud.
EF
Lascia un commento » |
Libano | Messo il tag: Libano |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 17, 2007

Rifiuti, benzina, farmaci, beni di prima necessità. A Gaza nulla entra e nulla esce in questi giorni. Tutto fermo, tutto bloccato, la popolazione è prigioniera nella sua stessa città. Nel giugno 2007, a seguito della vittoria di Hamas, il territorio è stato dichiarato da Israele ’entità ostile’ e da quel momento è iniziato l’ennesimo embargo e la vita al contagocce. Diversi sono stati i pazienti morti per mancanza di cure mediche adeguate e mancanza di farmaci e gas medici essenziali alla sopravvivenza dei malati.
E’ questo lo scenario che fa da sfondo alla Conferenza dei donatori per la Palestina – decisa durante il vertice di Annapolis – che si apre oggi a Parigi. Più di novanta i Paesi partecipanti e il presidente palestinese Abu Mazen spera in un investimento di cinque miliardi di dollari, a sostegno dello sviluppo economico della Striscia di Gaza controllata da Hamas.
EF
Lascia un commento » |
Israele, Palestina | Messo il tag: Israele, Medio Oriente, Palestina, Parigi |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 17, 2007
E’ nata ad Abuja, in Nigeria, la Conferenza Episcopale dell’Africa Occidentale, frutto della fusione della Conferenza Episcopale Regionale dell’Africa Occidentale (CERAO) e dell’Associazione delle Conferenze Episcopali dell’Africa Occidentale anglofona. Il cardinale Peter Turkson, arcivescovo di Cape Coast in Ghana e presidente della nuova Conferenza, ha commentato l’evento come ‘un sogno che diviene realtà’. L’intento dei vescovi è di unificare le diverse realtà dell’Africa Occidentale, per risolvere in modo corale i gravi problemi che affliggono la regione. ‘Le Chiese locali – ha continuato Turkson- spesso non riescono a far fronte al degrado in cui vivono i fedeli, ai problemi sociali derivanti dalla criminalità e dal traffico di esseri umani. Scopo della Conferenza è di dare un sostegno concreto a queste realtà’. Sono state anche create diverse commissioni dedicate al dialogo interreligioso con i fedeli della Chiesa anglicana, le comunità di religione islamica e le diverse religioni locali africane.
La sede della Conferenza sarà ad Abuja. Vicepresidente è stato eletto il l’arcivescovo di Dakar, in Senegal, Theodore Adrien Sarr.
EF
Lascia un commento » |
Senza Categoria | Messo il tag: Uncategorized |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 17, 2007
SOMALIA – Sono continuati per tutto il fine-settimana gli scontri tra l’esercito fedele al governo a interim sostenuto da truppe etiopiche e gli insorti. La situazione più complessa resta quella della capitale Mogadiscio dove colpi di mortaio, conflitti a fuoco e attentati dinamitardi hanno continuato a causare vittime non solo tra i belligeranti ma anche tra i civili che non hanno ancora lasciato la città per unirsi alle migliaia di persone già nei campi profughi. Difficile fornire un bilancio preciso: fonti locali riferiscono della morte di otto persone e del ferimento di molte altre in episodi diversi nell’area del mercato di Bakara. A Baidoa, a ovest di Mogadiscio, l’esplosione di un ordigno ha invece causato sabato il ferimento di 12 militari, e un altro soldato è morto nella regione di Hiran in seguito a un attacco ribelle contro un posto di blocco.
SUDAN – I ribelli del Jem (movimento per la giustizia e l’eguaglianza) uno dei gruppi armati che dal 2003 prende parte al conflitto interno in Darfur, hanno fatto sapere a fonti di stampa internazionale di aver attaccato e distrutto un impianto petrolifero a Difra nella regione centrale del Kordofan. Non è la prima volta che il Kordofan viene preso di mira dai ribelli del Darfur: lo scorso anno erano stati attaccati la città di Hamarat Sheikh e i pozzi petroliferi di Abu Jabra; quest’anno, a luglio, erano circolate voci, poi smentite, sulla caduta di una base militare governativa a Wad Banda, quindi a ottobre erano stati rapiti due impiegati stranieri di un consorzio petrolifero e una settimana fa era stata data notizia di un altro attacco, poi molto ridimensionato, al sito petrolifero di Rahaw. Poco o nulla verificabili anche altre notizie diffuse dal Jem su scontri che sarebbero avvenuti durante il fine-settimana nel Nord Darfur (uno dei tre stati in cui è divisa l’omonima regione), nell’area compresa tra Sibra e Saliaa. Oltre che sul terreno, il Jem appare impegnato in una battaglia di tipo “mediatico”, spesso amplificata dai grandi mezzi d’informazione internazionali.
PUNTLAND – Un giornalista televisivo francese è stato rapito ieri da sconosciuti nella città portuale di Bosaso, capitale economica di questa regione semi-autonoma e separata dal resto della Somalia (così come il Somaliland) dalla caduta del regime di Siad Barre nel 1991. Gwen Le Gouil era da un giorno in città e avrebbe dovuto girare un servizio sul traffico illegale di migranti tra la Somalia e lo Yemen per “Arte” la rete televisiva per la quale lavora. Bosaso è da tempo uno dei principali punti di passaggio del traffico clandestino di esseri umani tra il Corno d’Africa e le coste della penisola arabica.
Fonte: MISNA
Lascia un commento » |
Puntland, Sudan, somalia | Messo il tag: Puntland, somalia, Sudan |
Permalink
Pubblicato da Redazione
Dicembre 16, 2007
E’ morto un quinto operaio, Rocco Marzo, rimasto gravemente ustionato nella fabbrica Thyssenkruup di Torino. Cinquantaquattro anni, sposato e con due figli, Rocco Marzo era capoturno nella fabbrica della strage. Investito dall’olio bollente, era stato ricoverato all’ospedale le Molinette con l’80% del corpo ustionato.
EF
Lascia un commento » |
ThyssenKrupp, Torino | Messo il tag: ThyssenKrupp, Torino |
Permalink
Pubblicato da Redazione