Australia: la svolta laburista

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Il laburista Kevin Rudd è il nuovo primo ministro australiano, un netto segno di cambiamento rispetto al passato e agli 11 anni di ‘governo Howard’. Durante la campagna elettorale, infatti, Rudd ha sempre dichiarato l’intenzione di effettuare un deciso cambiamento di rotta sia nella politica interna che estera. Prima di tutto il clima. Secondo le affermazioni di Rudd, l’Australia rispetterà il protocollo di Kyoto e parteciperà alla prossima conferenza delle Nazioni Unite sul clima, appuntamenti ignorati dal predecessore John Howard. Allo stesso modo Rudd ha assicurato che un iniziale numero di 500 soldati verrà ritirato dall’Iraq e saranno ‘riviste’ le relazioni con Stati Uniti e Cina. Come dire che l’Australia non sarà più un mero esecutore delle decisioni americane.

Uno dei punti del programma di Rudd che più ha fatto scalpore è la volontà di rivedere la politica statale nei confronti degli aborigeni, definita fino a questo momento ‘inconcludente’. Commentando l’elezione, Gary Highland, presidente dell’organizzazione “Australians for the Native Title and Reconciliation”, ha dichiarato che “può aprirsi una nuova era per la parte più svantaggiata della popolazione australiana”.

Le prime congratulazioni per l’elezione sono venute da numerosi esponenti politici asiatici, dal primo ministro inglese e dal presidente degli Stati Uniti.

EF

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