Secondo i testimoni locali, le vittime causate dalla repressione nell’ex-Birmania sarebbero oltre un centinaio. “La giunta militare ha ordinato la cremazione dei corpi”, ha scritto il Sunay Times, “negli ultimi sette giorni l’esercito ha usato un forno crematorio in una remota città a nord-est di Rangoon, isolandola dal resto del Paese”. Le operazioni per far scomparire le tracce degli scontri sarebbero iniziate il 28 settembre e sarebbero poi proseguite, con alcuni intervalli, fino a sabato.
Dal punto di vista diplomatico, lunedì 15 entreranno in vigore le ‘misure efficaci’ (come le ha definite il nostro Ministro degli Esteri, Massimo D’Alema), le sanzioni che verranno votate durante la riunione dei 27 a Lussemburgo. D’Alema, che il 10 ottobre ripartirà alla volta di New Delhi, chiederà all’India di “mettere in moto tutti gli strumenti” per far sì che nel Paese birmano si giunga ad una svolta democratica.
EF





