ROMA (Reuters) – La procura di Roma ha deciso di chiudere l’inchiesta sulla strage di Nassirya perché l’unico indagato per la strage contro la caserma italiana in Iraq è stato impiccato per aver compiuto altri attentati. Lo riferiscono fonti giudiziarie. I pm titolari dell’inchiesta Erminio Amelio, Pietro Saviotti e Franco Ionta hanno deciso di chiudere il fascicolo sulla strage alla notizia dell’impiccagione di Omar Al Kurdi, unico indagato per la strage in cui morirono 19 italiani nel novembre 2003. Lo scorso giugno, il militante iracheno dichiarò in una videoconferenza con i pm romani di aver partecipato all’organizzazione dell’attentato di Nassiriya. Arrestato nel 2005 dagli americani perché ritenuto coinvolto in una trentina di attentati in Iraq, Kurdi ammise di aver preparato il camion bomba che venne lanciato contro la base dei carabinieri. Nell’attentato persero la vita 19 italiani – 17 militari e 2 civili – e 9 iracheni.
Fonte: REUTERS






