Myanmar: chiusi i lavori per la Costituzione.

Agosto 31, 2007

Ex-Birmania

Anche l’ex-Birmania si dà una Costituzione. Dopo 14 anni sembrano dunque giunti al termine i lavori della cosidetta “Convenzione Nazionale” per la scrittura della nuova bozza costituzionale che dovrebbe ripristinare la democrazia in un paese piegato da oltre quarant’anni di dittatura.
Ma non è la prima volta che a Myanmar tentano l’esperimento della democrazia. Libere elezioni vennero indette nel lontano 1990, ma la vittoria del fronte democratico fece cambiare rotta alle autorità che anzi fecero arrestare l’attivista Aung Suu Kii e annullarono il voto.
La nuova Costituzione verrà adesso sottoposta a referendum e mira a realizzare elezioni ‘libere e giuste’ che diano vita a un sistema politico democratico a base parlamentare. Che gli eventi a Myanmar stiano mutando, lo si comprende da molti segnali, non ultime le frequenti manifestazioni di protesta contro l’aumento del costo del carburante, scoppiate inaspettatamente in tutto il paese dal 19 agosto scorso e duramente represse dal regime.

EF


Beslan: tre anni dopo.

Agosto 31, 2007

Beslan_vittime 

Le interviste condotte dal Levada Analytical Center parlano chiaro: in pochi ormai credono alla verità ufficiale su quanto accadde a Beslan tra il 1 e il 3 settembre di tre anni fa. L’81% dei russi non presta fede alla versione governativa e invoca chiarezza. Si va di male in peggio, anno dopo anno. Nel 2006 la fiducia della gente era poco più alta, 13 persone su 100 prendevano per buone le affermazioni ufficiali.

A dare il colpo di grazia alla tesi sulla strage di Beslan ha contribuito anche un video diffuso alcuni mesi fa dall’associazione “Le madri di Beslan”, da cui risulterebbero evidenti le responsabilità delle forze speciali russe nell’escalation di violenza. I militari per primi avrebbero attaccato, con lanciafiamme e granate, la scuola imbottita di esplosivo.

Dal punto di vista processuale nulla è cambiato, il solo indagato per la strage resta il ceceno Nur Pashi Kulaev, unico sopravvissuto tra i terroristi. Il 26 maggio 2006 Kulaev è stato condannato all’ergastolo da una corte russa nell’Ossezia del Nord.

Nel suo Diario Russo Anna Politkovskaja ha scritto: “Se all’epoca dei fatti del Nord-Ost la televisione ci raccontava una mezza verità, per Beslan ci propina solo bugie.” - e continua correggendo anche le stime ufficiali che parlano di 331 morti: “A Beslan sono morti in trecentotrentuno. Un’altra donna morirà qualche mese dopo senza mai uscire dal coma. Alla periferia della città c’è un nuovo cimitero. Di tombe fresche”. Centottantasei vittime furono bambini, portati esanimi a braccia fuori dalla scuola e centinaia gli scomparsi di cui non si è mai ritrovato il cadavere.

EF


Le FARC consegnano i corpi di 11 deputati uccisi

Agosto 31, 2007

Il presidente Alvaro Uribe ha annunciato che le Forze armate rivoluzionarie di Colombia (Farc) consegneranno domani i corpi degli 11 deputati provinciali di Valle del Cauca sequestrati nel 2003 dalla guerriglia e uccisi il 18 giugno scorso in circostanze non ancora chiare. Uribe, che ha comunicato la notizia durante un discorso tenuto ieri a Cartagena, 1200 chilometri a nord di Bogotà, ha spiegato di essere stato informato della notizia da organizzazioni che si occupano di mediare con i guerriglieri. I deputati, secondo quanto comunicato dalle Farc, sarebbero morti in una sparatoria con un gruppo armato non meglio identificato, che avrebbe attaccato l’accampamento in cui erano detenuti; il governo di Bogotá ha attribuito ogni responsabilità alle stesse Farc. Il rappresentante del Comitato della Croce Rossa (Cicr) Yves Heller, impegnato in una trattativa con i guerriglieri per la restituzione delle spoglie degli 11 parlamentari, ha detto di non poter confermare la data annunciata dal presidente. Nelle prossime ore è atteso a Bogotá il presidente venezuelano Hugo Chávez che ha offerto di mediare tra il governo e le Farc per raggiungere un accordo per la liberazione degli ostaggi in mano al gruppo armato.

Fonte: MISNA


Brasile e dittatura: per la prima volta ammesse responsabilità dello Stato.

Agosto 30, 2007

“Una delle ferite che resta aperta è la localizzazione dei resti mortali di molti oppositori; le famiglie reclamano il diritto sacrosanto di seppellire i loro cari” ha detto il presidente Luiz Ignácio Lula da Silva presentando a Brasilia il rapporto “Diritto alla Memoria e alla Verità”, un testo di 500 pagine, frutto di 11 anni di lavoro della Commissione per le vittime e gli scomparsi della segreteria nazionale dei diritti umani. Il testo documenta la sorte di 475 militanti politici vittime dell’ultima dittatura militare (1964-’85), tutti casi già noti ma mai finora ‘certificati’ dallo Stato, ma soprattutto riconosce per la prima le responsabilità dello stesso Stato negli abusi commessi dai regimi militari; sempre per la prima volta, in un testo ufficiale figurano i nomi di alcuni torturatori e si ammette che “l’apparato repressivo arrivò ad agire al di fuori del paese. Nel 1972 lasciò le sue tracce in Bolivia, nel 1973 in Cile e Uruguay e nel 1976 in Argentina”. I responsabili delle violenze, tuttavia, sono protetti dalla legge di amnistia firmata nel 1979, fortemente contestata dalle organizzazioni dei familiari delle vittime, tra cui ‘Tortura nunca mais’, che esige anche l’apertura degli archivi segreti militari per chiarire la sorte degli oppositori. “Dovremmo fissare una scadenza e pensare a quale strategia utilizzare per poter trovare i corpi – ha aggiunto Lula -. Ma la ricerca – ha precisato – deve essere fatta senza aspettative che da lì parta un processo giudiziario”.

Fonte: MISNA


Brevi dall’Africa

Agosto 29, 2007

ZIMBABWE – Migliaia di persone sono scese oggi in strada ad Harare per manifestare il proprio sostegno al presidente Robert Gabriel Mugabe, fortemente criticato dalla comunità internazionale, Inghilterra e Stati Uniti in testa. I manifestanti hanno scandito slogan contro le sanzioni imposte al paese da Europa e Stati Uniti, innalzando cartelli con scritte come “abbasso gli imperialisti occidentali” o “moriremo per il nostro presidente”. Il corteo è stato organizzato dall’Associazione dei veterani della guerra di liberazione (Znlwa).

MALI – Pattuglie dell’esercito sono state dispiegate nelle tre regioni del nord del paese per rintracciare i 15 militari rapiti tra il 26 e 27 agosto scorso da un gruppo di uomini armati non identificato. Lo ha annunciato il ministero della Difesa, precisando che rinforzi sono stati inviati nelle regioni di Timbuctù, Gao e Kidal.

RDCONGO/UGANDA – un uomo è morto nel corso di una sparatoria avvenuta ieri al confine tra Congo e Uganda. Lo ha riferito un portavoce dell’Esercito ugandese, precisando che quattro uomini armati che tentavano di entrare in Uganda si sono scontrati con un pattuglia dell’esercito a Nyondo, località di frontiera nell’ovest del paese. Nella sparatoria che ne è seguita, uno dei tre uomini è morto e gli altri sono riusciti a fuggire. Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli incidenti armati lungo la frontiera tra i due paesi, al punto che entrambe i governi hanno aumentato la presenza militare nell’area.

SUDAN – Una delegazione di politici sudanesi, guidata dal ministro di Stato per gli Affari Esteri, Al-Samani Al-Wasila, si è recata in visita negli Stati Uniti per discutere dello stato delle relazion bilaterali e soprattutto della situazione in Darfur. La delegazione sudanese ha incontrato il segretario di Stato aggiunto americano con delega agli affari africani, Jendayi Frazer e il segretario di Stato aggiunto John Negroponte.

KENYA – Almeno 20 persone sono rimaste uccise in un grave incidente stradale avvenuto ieri nella zona occidentale del Kenya. Lo ha detto oggi la polizia, precisando che un autoarticolato si è scontrato frontalmente con un pulmann carico di passeggeri. Secondo le autorità, 13 persone sono morte sul colpo, mentre le altre sono decedute per le ferite riportate.

SUDAN – Gli ex-ribelli del Fronte Orientale hanno giurato ieri assumendo i nuovi incarichi nel governo centrale previsti dall’accordo di pace che ha messo fine al conflitto con Khartoum. In base agli accordi, il presidente del Fronte orientale, Moussa Mohamed Ahmed, è divenuto assistente del presidente sudanese Omar Hassan el Beshir, Amna Dirar, vice-presidente della formazione ribelle, ha ottenuto il posto di consigliere presidenziale, e Mabrouk Moubarak Salim, altro dirigente di spicco del movimento è stato invece nominato segretario di Stato ai trasporti.

Fonte: MISNA


Filippine: ucciso un sacerdote cattolico

Agosto 29, 2007

Il sacerdote cattolico Florante Rigonan, 48 anni, è stato ucciso ieri sera nella città di Pinili (Filippine). Fonti locali riferiscono che Rigonan stava salendo a bordo della sua automobile quando numerosi colpi di arma da fuoco, sparati da un fucile mitragliatore, l’hanno raggiunto e ucciso. Ben nove i bossoli reuperati dalla polizia sulla scena dell’omicidio.

Direttore spirituale della diocesi, Rigonan era parroco a Pinili dal 2001. La polizia ha escluso che l’omicidio possa aver avuto una matrice politica.

EF


Fonte Meravigliosa: la protesta non si ferma.

Agosto 29, 2007

Cantiere_deserto 

Un centinaio di persone, questa mattina, si è riunito nel cuore del quartiere Fonte Meravigliosa (EUR), davanti ai cancelli chiusi del cantiere dove è in fase di completamento l’antenna telefonica commissionata dalla ERICSSON. Presenti all’assemblea anche la vicepresidente del Municipio XII, Matilde Spadaro, e il capogruppo dell’opposizione Andrea De Priamo. Le autorità, ha sottolineato la vicepresidente, si stanno muovendo per capire come far fronte alla costruzione dell’antenna: ‘La situazione è seria e stiamo lavorando per trovare tutti i cavilli cui appellarci’.

Unanime la richiesta dei cittadini di non politicizzare né strumentalizzare la vicenda. ‘Non dobbiamo ragionare per colori politici’, ha sottolineato una delle partecipanti ‘perché questo è un problema che non ha colore e le chiacchiere politiche sarebbero solo deleterie. Chiediamo a tutte le forze dell’amministrazione un impegno comune nella vicenda’.

Un fatto su tutti: questa mattina il cantiere era deserto. L’Ufficio Tecnico del Municipio ha finalmente prodotto una comunicazione di sospensione dei lavori in quanto l’area su cui sorge l’antenna è in realtà adibita a parcheggio. Tutto resterà chiuso per 30 giorni, salvo ricorsi.

Lunedì prossimo, in Campidoglio, ci sarà un incontro tra l’amministrazione comunale di Roma (parteciperanno il sindaco Veltroni e l’Assessore all’Ambiente D’Alessandro), il Municipio, e una rappresentanza del quartiere. M. B., uno dei portavoce del Comitato di Quartiere ‘Fonte Meravigliosa’, ai microfoni del TgLazio ha ribadito: ’quando ho chiesto informazioni presso il cantiere, mi è stato risposto che si trattava di lavori per un’installazione pubblicitaria’.

La mobilitazione, insomma, non si ferma. Durante le prossime settimane sono previsti ulteriori incontri per aggiornare e sensibilizzare la popolazione di Fonte Meravigliosa.

AGGIORNAMENTO DEL 30.08.2007: 

Il 30 agosto 2007 l’Ufficio Tecnico del Municipio ha emanato una sospensiva dei lavori a tempo indeterminato. Per saperne di più visita Il Blog di Fonte Meravigliosa.

EF


Fonte Meravigliosa: l’inganno dell’antenna.

Agosto 28, 2007

Antenna a Fonte Meravigliosa 

Roma-EUR.     Lo scempio è di quelli che fanno parlare di sé. Un’antenna di oltre 30 metri che spunta dal nulla, costruita lavorando anche di notte durante il periodo di Ferragosto. Dove? Al centro di un quartiere residenziale dell’EUR  a Roma, a poca distanza da una scuola media, una materna, una chiesa e ad appena la larghezza di due carreggiate dai palazzi del centro abitato. Chi ne ha chiesto l’istallazione? Il Gruppo Ericsson.

La cosa che fa riflettere è come tutto ciò sia stato possibile. La formula chiave, che sa anche un po’ di torbido è ’silenzio-assenso’. Secondo le prime indiscrezioni né Comune di Roma né Municipio di appartenenza avrebbero espresso parere favorevole o contrario alla costruzione di questa antenna, così dopo 60 giorni, secondo i termini di legge, non avendo ricevuto alcuna risposta, sono iniziati i lavori. I cittadini vedevano camion entrare e uscire dal Centro polisportivo di Fonte Meravigliosa, un’imponente struttura che vanta centinaia di iscritti, ma nessuno mai avrebbe pensato che proprio lì potesse sorgere un’ammasso di bulloni e lamiera alto oltre 30 metri, ben al di sopra dei palazzi e del campanile. Ai piedi dell’antenna bambini, famiglie, un intero quartiere cui nessuo ha mai chiesto un parere sull’opera.

Il gestore del centro sportivo si difende ‘abbiamo le autorizzazioni’ ma i cittadini sono sul piede di guerra, una guerra indirizzata su un doppio fronte: contro i costruttori e contro le autorità che avrebbero permesso uno scempio simile, ‘noi non ne sapevamo nulla, ci informeremo’, ha detto ieri sera la vicepresidente del Municipio (giunta Prestipino) durante un’infuocata assemblea. Eppure qualcuno deve aver dato tutte le autorizzazioni, una per una. Oppure dev’essere stato zitto che ‘tanto i lavori partono lo stesso’. La filosofia di Pilato.

I cittadini si stanno muovendo. Si spera nella collaborazione, questa volta fattiva, delle autorità sebbene a tutt’ora non sia stata firmata ancora alcuna sospensiva.

Foto di C. Z.

Questo è il sito del Municipio XII, dove non si fa alcun accenno alla vicenda.

Per approfondimenti e aggiornamenti visita Il Blog di Fonte Meravigliosa.

EF


Lotta al caporalato e al lavoro ‘nero’: i Carabinieri del Comando per la Tutela del Lavoro in azione a Roma

Agosto 3, 2007

 

Carabinieri Comando Tutela del Lavoro

In collaborazione con il Ministero del Lavoro e la Direzione Regionale del Lavoro di Roma. 

 

Il fermo immagine verrà usato dai Carabinieri come prova e ormai non sorprende più nessuno: una macchina sosta accanto a un gruppo di clandestini che da ore attendono un ‘passaggio’ verso un posto di lavoro. E’ il caporalato.

L’operazione, condotta nei giorni scorsi dai Carabinieri del Comando per la Tutela del Lavoro di Roma ha infatti smantellato una vera e propria agenzia clandestina parallela per il reclutamento di personale immigrato senza permesso di soggiorno e si è conclusa con un arresto e cinque denunce nei confronti di altrettanti datori di lavoro, deferiti in stato di libertà. Le accuse vanno dal caporalato all’assunzione di personale ‘in nero’. Su 6 aziende controllate, 7 erano i lavoratori in nero (6 rumeni e un italiano), di cui 3 clandestini. 

L’inchiesta rientra nell’operazione “10.000″ cantieri (1°giugno-30 settembe 2007), promossa dal Ministero del Lavoro nell’ambito della tutela dei diritti dei lavoratori impiegati nell’edilizia. Ad oggi sono stati ispezionati 5.930 cantieri e 9.969 aziende, di queste 5.904 sono risultate irregolari mentre 578 sono stati i provvedimenti di sospensione nei confronti di altrettanti cantieri edili.

Ma le operazioni di contrasto al lavoro ‘nero’ e al caporalato non si sono limitate ai cantieri. Sempre a Roma e con le medesime finalità, i Carabinieri del Comando per la Tutela del Lavoro hanno infatti ispezionato anche diversi distributori di benzina, su 9 aziende controllate, ben 13 lavoratori (di cui 11 clandestini) sono risultati ’in nero’. Quattro le denunce nei confronti dei datori di lavoro. 

Parallelamente alle attività di ispezione non si ferma la fase ‘addestrativa-pratica’ degli esperti in sicurezza, portata avanti mediante numerosi controlli condotti unitamente a personale ispettore e delle ASL. I comuni interessati sono stati Roma, Guidonia, Colleferro, Labico e Valmontone: 9 cantieri edili per 14 aziende controllate. Due sono stati i sequestri e 4 le sospensioni. Numerose anche le testimonianze dei lavoratori raccolte dai Carabinieri, ben 58, dalle quali è emersa la condizione ‘in nero’ di 17 di loro (tra cui un minore). Sei le denunce contro i datori di lavoro.

 

Il caporalato è un vero e proprio mercato sommerso di braccia. Il ‘caporale’ prima dell’alba si reca nelle piazze o nelle periferie di grandi e piccole città e ’accompagna’ la manodopera, spesso non specializzata, nei campi o nei cantieri della zona. Per tale servizio una parte della paga dei lavoratori, già molto al di sotto dei minimi previsti dalla legge, finisce nelle tasche del ‘caporale’. A causa del suo essere ’in nero’, questa forma clandestina di reclutamento è ormai divenuta una vera e propria forma di moderna schiavitù, dove chi lavora non ha alcun diritto né tantomeno è tutelato dal punto di vista sanitario e assicurativo. Di loro non vi è traccia su alcun registro.

 

EF


Migranti – la strage di luglio: 217 morti.

Agosto 3, 2007

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217 morti dal 1 al 31 luglio. 79 annegati nel Canale di Sicilia, altri 98 sulle rotte per le Canarie in Spagna, 3 sono sono soffocati nascosti in un camion diretto in Germania e 2 sono caduti sotto il fuoco della polizia marocchina mentre tentavano di imbarcarsi, in ultimo una ragazza è stata investita mentre tentava di evitare l’arresto in Francia. Questo il tacito e silenzioso bilancio del luglio 2007.

Il Mediterraneo sta diventando un’enorme fossa comune di disperati, un cimitero senza nomi dove si contano molte più vittime di qualsiasi conflitto.

EF


Darfur: si apre la conferenza in Tanzania

Agosto 3, 2007

Per ora le delegazioni presenti sono solo due ma gli ispettori dell’ONU assicurano che le altre giungeranno a breve. Sta per iniziare il vertice tra le diverse fazioni dei ribelli che tenterà di instaurare un costruttivo dialogo con Khartoum e porre fine al genocidio nella regione del Darfur. Anche grazie al successo del vertice di metà luglio in Libia, il clima è di un cauto ottimismo. L’unico punto interrogativo riguarda la partecipazione della delegazione del SLM, il Movimento di Liberazione del Sudan, uno dei maggiori gruppi armati del Darfur da sempre contrario all’incontro. “Si tratta comunque di un’opportunità importante per cercare di definire una posizione comune” tra i vari gruppi ribelli, ha affermato oggi Salim Ahmed Salim, mediatore per conto dell’Unione Africana.

EF


Internet e l’autismo digitale

Agosto 2, 2007

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Secondo uno studio che ha coinvolto 2200 studenti, internet, cellulari e in generale la tecnologia creano tecno-dipendenza molto simile a quella verso il gioco d’azzardo.
La ricerca è stata proposta e realizzata dal Centro Nazionale di Ricerca, in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo. Oltre il 22% dei giovani presi in esame ha manifestato un atteggiamento definito ‘eccessivamente immersivo’ trascorrendo gran parte della giornata davanti allo schermo del computer. Secondo lo psichiatra Vittorino Andreoli è necessario che l’educazione impartita ai giovani del nostro tempo tenga conto anche delle nuove tecnologie, senza sottovalutarle, per scongiurare una nuova forma di ‘autismo digitale’ che alle persone tende a sostituire la loro immagine virtuale.

EF


2 agosto 1980: la strage di Bologna 27 anni dopo

Agosto 2, 2007

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Ore 10.24 di un sabato uguale a tanti altri nella sala d’aspetto della Stazione Centrale di Bologna. Nessuno immagina che allo scoccare del minuto successivo, su quel pavimento e su quei binari, ci saranno 85 morti e circa 200 feriti. E’ la strage della Stazione di Bologna. La detonazione, prodotta da una miscela di tritolo e T4, si ode in un raggio di molti chilometri e distrugge gran parte della stazione, investendo anche il treno Ancona-Chiasso in sosta sul primo binario.

Sono passati ormai 27 anni da quel tragico 2 agosto 1980 e ancora nulla è emerso sui mandanti della strage.
Nel 1995 (sentenza definitiva della Cassazione del 23 novembre) i neofascisti Valerio Fioravanti e Francesca Mambro sono stati condannati all’ergastolo quali autori materiali della strage, il processo dichiarò inoltre colpevoli di depistaggio anche alcuni ufficali del servizio sergeto militare, su tutti spiccava il nome di Licio Gelli, ex capo della loggia massonica P2. Nel 2000 un nuovo processo ha aggiunto altri nomi agli accusati per depistaggio, chiamando in causa un estremista di destra, un ex dirigente del SISMI e un delinquente comune.

Alle celebrazioni odierne hanno partecipato le autorità e gli esponenti dell’associazione Unione dei Familiari delle Vittime per Stragi, che dal 1983 riunisce tutti i parenti dei morti di Piazza Fontana, Piazza della Loggia e dell’ Italicus.  «All’interno del Parlamento ci sono amici dei terroristi che hanno grandi e potenti mezzi. In Italia in questo momento c’è un clima di estrema indulgenza nei confronti di chi ha commesso atti terroristici» ha attaccato Bolognesi, portavoce dell’associazione, «Assistiamo – ha continuato Bolognesi – ad un clima di estrema indulgenza nei confronti di personaggi come Scalzone, oggi in Italia grazie alla totale prescrizione dei suoi reati, Battisti, assassino latitante che secondo il senatore Russo Spena dovrebbe essere graziato, Renato Curcio, tra i fondatori delle Br che gira il Paese partecipando a conferenze cui attacca il 41bis, ovvero il carcere duro per i boss mafiosi, e Mario Tuti, pluriomicida anch’egli neoconferenziere invitato a Trieste in occasione del 25 aprile».

Fausto Bertinotti ha sottolineato come la strage di Bologna sia coperta da «un velo di opacità che alimenta una memoria colma di sofferenza». Dal palco Romano Prodi ha invitato a non dimenticare: «Bologna e l’Italia non si stancano di riempire questa piazza, non si stancano di ricordare, perché la memoria alimenta e rafforza la nostra democrazia» – non bisogna cercare vendetta ma verità, ha poi concluso il Presidente del Consiglio.

Di seguito i nomi delle vittime della strage:

  • Antonella Ceci, anni 19
  • Angela Marino, anni 23
  • Leo Luca Marino, anni 24
  • Domenica Marino, anni 26
  • Errica Frigerio In Diomede Fresa,
    anni 57
  • Vito Diomede Fresa, anni 62
  • Cesare Francesco Diomede
    Fresa, anni 14
  • Anna Maria Bosio In Mauri,
    anni 28
  • Carlo Mauri, anni 32
  • Luca Mauri, anni 6
  • Eckhardt Mader, anni 14
  • Margret Rohrs In Mader,
    anni 39
  • Kai Mader, anni 8
  • Sonia Burri, anni 7
  • Patrizia Messineo, anni 18
  • Silvana Serravalli In Barbera,
    anni 34
  • Manuela Gallon, anni 11
  • Natalia Agostini In Gallon, anni 40
  • Marina Antonella Trolese, anni 16
  • Anna Maria Salvagnini In Trolese,
    anni 51
  • Roberto De Marchi, anni 21
  • Elisabetta Manea Ved. De Marchi,
    anni 60
  • Eleonora Geraci In Vaccaro,
    anni 46
  • Vittorio Vaccaro, anni 24
  • Velia Carli In Lauro, anni 50
  • Salvatore Lauro, anni 57
  • Paolo Zecchi, anni 23
  • Viviana Bugamelli In Zecchi,
    anni 23
  • Catherine Helen Mitchell,
    anni 22
  • John Andrew Kolpinski,
    anni 22
  • Angela Fresu, anni 3
  • Maria Fresu, anni 24
  • Loredana Molina In Sacrati,
    anni 44
  • Angelica Tarsi, anni 72
  • Katia Bertasi, anni 34
  • Mirella Fornasari, anni 36
  • Euridia Bergianti, anni 49
  • Nilla Natali, anni 25
  • Franca Dall’olio, anni 20
  • Rita Verde, anni 23
  • Flavia Casadei, anni 18
  • Giuseppe Patruno, anni 18
  • Rossella Marceddu, anni 19
  • Davide Caprioli, anni 20
  • Vito Ales, anni 20
  • Iwao Sekiguchi, anni 20
  • Brigitte Drouhard, anni 21
  • Roberto Procelli, anni 21
  • Mauro Alganon, anni 22
  • Maria Angela Marangon,
    anni 22
  • Verdiana Bivona, anni 22
  • Francesco Gomez Martinez,
    anni 23
  • Mauro Di Vittorio, anni 24
  • Sergio Secci, anni 24
  • Roberto Gaiola, anni 25
  • Angelo Priore, anni 26
  • Onofrio Zappala’, anni 27
  • Pio Carmine Remollino,
    anni 31
  • Gaetano Roda, anni 31
  • Antonino Di Paola, anni 32
  • Mirco Castellaro, anni 33
  • Nazzareno Basso, anni 33
  • Vincenzo Petteni, anni 34
  • Salvatore Seminara, anni 34
  • Carla Gozzi, anni 36
  • Umberto Lugli, anni 38
  • Fausto Venturi, anni 38
  • Argeo Bonora, anni 42
  • Francesco Betti, anni 44
  • Mario Sica, anni 44
  • Pier Francesco Laurenti,
    anni 44
  • Paolino Bianchi, anni 50
  • Vincenzina Sala In Zanetti,
    anni 50
  • Berta Ebner, anni 50
  • Vincenzo Lanconelli, anni 51
  • Lina Ferretti In Mannocci,
    anni 53
  • Romeo Ruozi, anni 54
  • Amorveno Marzagalli, anni 54
  • Antonio Francesco Lascala,
    anni 56
  • Rosina Barbaro In Montani,
    anni 58
  • Irene Breton In Boudouban,
    anni 61
  • Pietro Galassi, anni 66
  • Lidia Olla In Cardillo,
    anni 67
  • Maria Idria Avati, anni 80
  • Antonio Montanari, anni 86

EF


India: ripartono le indagini sulle stragi del ‘93

Agosto 2, 2007

Mumbai (AsiaNews) – Al termine del processo contro gli esecutori degli attentati che il 12 marzo 1993 a Mumbai hanno causato la morte di oltre 250 persone, si è aperto un altro importante filone di inchiesta sugli scontri di piazza fra musulmani e indù dei giorni precedenti le esplosioni e sui quali ha già indagato a suo tempo la commissione Srikrishna. Gli attentati del ’93 sconvolsero una città fino ad allora ritenuta pacifica e multietnica, dando vita a divisioni settarie: sebbene non sia mai stata fatta completa chiarezza sulla vicenda, le bombe sono state viste come una risposta musulmana agli attacchi indù.

Justice Srikrishna, ex giudice dell’Alta Corte di Mumbai, fu incaricato di far luce sulla vicenda; alla commissione venne affidato il compito di valutare cause e circostanze delle violenze, stabilire se vi fossero o meno dei legami fra gli scontri e gli attentati e soprattutto capire se fossero entrambi parte di un piano prestabilito. Secondo la commissione Srikrishna “le esplosioni furono una reazione diretta alle sommosse popolari di Ayodhya e Mumbai del dicembre ’92 e del gennaio ‘93”.

Ieri la Corte Suprema ha fatto sapere che ci potrebbe essere una ulteriore inchiesta - come accaduto in precedenza per la carneficina avvenuta nel 2002 nel Gujarat - che stabilisca le cause e i colpevoli degli episodi di violenza del ’92 a Mumbai, ma ha anche precisato che essa darà solo una indicazione di merito sulla vicenda, in seguito a specifiche indicazioni di lacune e omissioni da parte del governo di Maharashtra.

La Corte ha anche chiarito che non potrà in alcun modo tenere conto delle scoperte fatte dalla commissione Srikrishna, invitando però l’Action Committee for Implementation of Srikrishna Commission e altri gruppi che hanno proposto la petizione per la riapertura del caso a fornire materiale utile che testimoni eventuali omissioni durante l’inchiesta. Saranno presi in esame i casi registrati, quelli a suo tempo scartati, le difese presentate dagli accusati e le eventuali omissioni nel corso delle indagini, tutti quei fattori che non hanno quindi permesso di ricostruire con precisione la vicenda e punire i colpevoli dei massacri. Secondo i promotori nemmeno una delle tre inchieste governative (avviate nel 1998, nel 2004 e nel 2007) ha permesso di punire i responsabili, liberi grazie alle loro influenze politiche.

Le violenze a sfondo religioso del 1993 causarono la morte di oltre 900 persone; le indagini compiute dalla commissione Srikrishna hanno scoperchiato una serie di connivenze, sostegno attivo e tacite approvazioni di poliziotti e leader politici che hanno coperto di proposito gli autori delle stragi. “C’è un legame di causa ed effetto – conclude la commissione – fra le rivolte e gli attacchi bomba e non ci sono elementi per affermare che essi facessero parte di un disegno comune”.

John Dayal, attivista indiano per i diritti umani e presidente dell’All India Catholic Union, chiede che siano puniti “i responsabili delle stragi che ancora oggi circolano liberamente per le strade di Mumbai: c’è stato un diverso trattamento fra gli autori delle stragi e quanti hanno partecipato alla rivolta, ora è arrivato il momento di fare giustizia”.

Fonte: ASIANEWS.IT


Darfur- UNAMID: ecco i primi partecipanti.

Agosto 2, 2007

Burkina Faso, Egitto, Etiopia, Camerun, Mauritania, Rwanda, Nigeria e Malawi hanno dato la disponibilità all’invio di proprie truppe nella regione del Sudan Occidentale del Darfur, nell’ambito della forza ‘ibrida’ di peacekeeping UNAMID. A dare la notizia è lo stesso Said Djinnit, commissario dell’Unione Africana, al termine di una riunione a porte chiuse tenutasi oggi ad Addis Abeba. Insieme alle truppe africane saranno inviati anche soldati di Francia, Unione Europea e Indonesia.
Il governo sudanese di Khartoum ha inoltre ribadito la volontà di una piena e costruttiva collaborazione con la forza UNAMID.

Ma le notizie dal Darfur non sono solo buone. E’ salito a 68 il numero dei morti e a oltre 50 quello dei feriti negli scontri tra clan che da settimane si contendono bestiame e porzioni di terra nel Sudan Occidentale. Molte testimonianze avvalorerebbero inoltre l’ipotesi di una partecipazione dell’esercito regolare agli scontri, circostanza questa più volte denunciata anche da Louise Arbour, Alto Commissario per i diritti umani dell’ONU. 

EF


Brevi – L’Etiopia caccia la Croce Rossa Internazionale: “dà appoggio ai ribelli”.

Agosto 2, 2007

La Croce Rossa sarebbe stata usata dai ribelli dell’ ONLF “sia come appoggio finanziario che logistico”, questa l’accusa con la quale il governo etiope ha cacciato gli operatori della CICR dalla regione dell’Ogaden, uno dei territori più aridi del paese al confine con la Somalia. La Croce Rossa Internazionale è presente in Etiopia dal 1995.

EF


Libano: ripresi gli scontri a Nahr el Bared

Agosto 2, 2007

Sono ricominciati questa mattina all’alba i combattimenti nel campo profughi palestinese di Nahr al Bared, nel nord del Libano, tra gli estremisti islamici di Fatah al Islam e l’esercito regolare. Cinque razzi katiusha sparati dal campo hanno colpito una centrale elettrica nella zona di Deir al Ammar, danneggiando gli impianti e provocando un black out nella regione settentrionale del paese. Prosegue intanto l’offensiva militare all’interno del campo, dove gli integralisti sono asserragliati dal 20 maggio scorso, che ha provocato fino ad ora la morte di 253 persone, fra le quali 127 militari, 85 insorti e 41 civili. Ieri tre soldati sono rimasti uccisi dai guerriglieri che avrebbero minato il terreno intorno alle posizioni dietro cui si sono trincerati. Circa 40.000 palestinesi, che vivevano nel campo, sono fuggiti a causa delle violenze che proseguono ininterrottamente da dieci settimane, il peggior conflitto dalla fine della guerra civile nel 1990.

Fonte: MISNA


Elton Jhon: spegnete internet per 5 anni

Agosto 2, 2007

“Spegnete internet per cinque anni e restiamo a guardare di quale forma d’arte è ancora capace l’uomo. Internet rovina la gente” queste le parole di Elton Jhon che accusa apertamente i blog: le persone vivono ormai chiuse in casa a scrivere blog, dimenticandosi cosa voglia dire socializzare.

Che Elton Jhon ce l’abbia con internet è risaputo, basta andare a guardare quante cause ha intentato contro i siti che permettono agli utenti di scambiarsi file musicali, ma una proposta così azzardata non l’aveva mai fatta. Spegnere internet. Probabilmente non riusciremmo neanche a immaginare ormai un mondo senza il World Wide Web. La rete viene utilizzata praticamente dovunque ed è accessibile ormai quasi da qualsiasi luogo del pianeta. Abbiamo forse superato il punto di non ritorno? Di non ritorno a cosa poi? A un passato troglodita o a una sincerità e vicinanza di rapporti ormai perduta?
Elton Jhon ha ragione ma forse il punto non è tanto quello di spegnere internet, quanto di tornare a comunicare e riscoprire i rapporti umani. Non è colpa di un blog se le persone non si parlano ma della reciproca diffidenza e dell’incapacità ad accettarsi per quello che si è, fuori dal World Wide Web. Insomma, perché leggersi e comunicare via internet se poi, messe l’una di fronte all’altra, le persone non sanno più fidarsi reciprocamente? Forse che la rete dà l’illusoria convinzione che dall’altra parte dello schermo possa trovarsi una persona ideale, senza difetti né brufoli solo perché quando vi scrive non fa vedere né gli uni né gli altri? Questo è il limite di internet: abitua all’apparenza, non scende mai sotto la scorza della vita. Second Life non è un’invenzione tanto innovativa, da quando navighiamo in rete abbiamo sempre avuto una seconda vita, una versione di noi stessi senza difetti né brufoli. Nella realtà ci sono gli sguardi, i gesti, la mimica del viso, internet concede invece solo uno schermo e la possibilità di scrivere su una tastiera. L’approccio è immediato, o parli o non accade nulla. La descrizione ‘perfetta’ di sé è dunque più immediata, non uno sguardo a tradire un’indecisione o un’affermazione traballante. Tre le componenti: chi scrive, chi riceve e la fantasia di entrambi che ognuno esercita sull’altro – l’idealizzazione di ciò che non si conosce.

Spegnere internet per 5 anni. In qualsiasi caso potrebbe essere una proposta curiosa, anche solo per rendersi conto di quanto sia eternamente bello e valido parlarsi guardandosi negli occhi o scrivere non e-mail ma lettere su carta. Con tanto di calligrafia, sbuffi d’inchiostro e reciproche attese.

EF


Uganda: lo spettro della Marburg

Agosto 2, 2007

Nel 2000 in Uganda fece ben 170 morti su 428 casi, il nome della febbre emorragica tristemente nota era Ebola. Oggi il pericolo sembra tornare a farsi vivo. Stessi sintomi e nessuna cura disponibile, cambia solo il nome: virus di Marburg. La febbre di Marburg si trasmette mediante il contatto con liquidi organici, provoca febbre molto alta, dolori muscolari ed emorragie e può portare alla morte.
Il Ministero della Sanità di Kampala fa sapere di aver attivato una task-force nazionale per monitorare l’estendersi dell’epidemia e passare alla fase dell’analisi e dei test. “Molto probabilmente si tratta di Marburg” ha affermato il dottor Sam Zaramba, direttore generale dei servizi sanitari ugandesi, rivolgendo anche un appello alla popolazione perché non si faccia prendere dal panico.

EF


Costa d’Avorio: Soro rifiuta l’invio del contingente del Burkina Faso.

Agosto 2, 2007

Guillaume Soro, ex capo dei ribelli e attuale primo ministro della Costa d’Avorio, rifiuta l’offerta del Burkina Faso per l’invio di un piccolo contingente di 150 uomini da inserire tra le proprie guardie del corpo. Secondo i piani i militari avrebbero dovuto essere inseriti nella forza ONU per la Costa d’Avorio (ONUCI) ma nel frattempo Soro ha fatto sapere di voler reintegrare i suoi ex-combattenti come guardie del corpo. Lo scorso 29 giugno il primo ministro ivoriano è sfuggito a un attentato che ha fatto 4 vittime.

EF