L’accusa era di aver infettato con l’hiv 438 bambini libici, la pena, fino a ieri, era di morte. Oggi le infermiere bulgare ed il medico palestinese (naturalizzato bulgaro) si sono visti commutare la sentenza capitale in ergastolo ed è probabile che sia loro concesso di scontarlo in Bulgaria, con cui la Libia negli anni Ottanta firmò un accordo di estradizione.
Le famiglie dei bambini riceveranno dal governo bulgaro un milione di dollari a testa e per questo avevano già rinunciato a esigere la pena capitale.
La vicenda sembra dunque chiudersi nel migliore dei modi dopo che su questo caso avevano gravato pesanti accuse di violazione dei diritti umani (le confessioni sarebbero infatti state estorte in un regime di maltrattamenti e privazioni). La detenzione delle cinque infermiere durava dal lontano 1999.
EF






